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Iniziativa servizio pubblico: respinta in modo definitivo, così come quella sul reddito di base incondizionato 8foto d'archivio).

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Nessuna sorpresa nelle votazioni federali di questo fine settimana: seguendo le indicazioni di Consiglio federale e parlamento il popolo ha accolto le modifiche delle leggi sull'asilo e sulla medicina della procreazione, mentre ha respinto le tre iniziative.

L'esito della consultazione odierna ha mostrato una inconsueta unanimità di vedute. Quasi nessun cantone si è smarcato dall'indirizzo generale: le uniche eccezioni si sono avute nell'ambito della LPAM.

Ampio consenso ha raccolto la modifica della legge sull'asilo, approvata dal 66,8% dei votanti. La normativa mira ad accelerare e centralizzare le procedure, offrendo ai richiedenti una protezione giuridica più ampia e gratuita.

Accettando la sconfitta odierna, l'UDC, all'origine del referendum, promette battaglia. Il partito intende dimostrare che "il governo ha ingannato il popolo": le nuove procedure non saranno più rapide e provocheranno confusione a livello comunale, ha indicato il consigliere nazionale Andreas Glarner (AG). Soddisfazione è stata espressa invece dai Cantoni e dall'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR), così come dagli altri partiti, in particolare il PS, per il quale quello odierno è un grande successo della consigliera federale Simonetta Sommaruga.

Il popolo ha seguito il governo anche in materia di diagnosi preimpianto (DPI): le coppie portatrici di gravi malattie ereditarie o che non possono avere figli in modo naturale non dovranno più recarsi all'estero per effettuare questo esame. Gli svizzeri hanno infatti oggi accolto con il 62,4% di voti favorevoli la modifica della legge sulla medicina della procreazione che autorizza la DPI a severe condizioni. Tutti i cantoni ad eccezione di Obvaldo, Appenzello Interno ed Esterno hanno accolto la riforma. I campioni del sì con percentuali superiori all'80% sono stati i cantoni romandi Vaud e Ginevra. Ticino e Grigioni si sono espressi a favore con rispettivamente con il 57,9% e il 54,8% dei voti.

Rammarico per il risultato è stato espresso da Marianne Streiff - consigliera nazionale del Partito evangelico (PEV), formazione che aveva lanciato il referendum contro la legge. Streiff ha sottolineato di temere che l'applicazione della DPI sia estesa in modo insidioso. Da parte loro le associazioni che difendono gli interessi dei disabili hanno indicato che nonostante il risultato sono contenti del dibattito avviato sul tema, e che vigileranno sulle promesse dei promotori della LPAM. Sarà in particolare da verificare che l'autorizzazione della DPI non comporti una discriminazione delle persone che vivono con un handicap.

Passando alle iniziative, questa volta non c'è stato lo schiaffo alle élite: il testo sul servizio pubblico promosso dalle testate consumeristiche Spendere Meglio, K-Tipp, Saldo e Bon à Savoir ha raccolto solo il 32,4% dei consensi. Poco, se si pensa che il sì era dato vincente al 58% nel primo sondaggio SSR; tanto, se si considera che la proposta non aveva raccolto nemmeno un singolo voto in parlamento.

I promotori sono comunque soddisfatti per aver lanciato un dibattito che non si spegnerà presto. Sono ad esempio già stati annunciati atti parlamentari volti a tagliare gli stipendi principeschi dei manager di FFS, Posta e Swisscom. E mentre Matteo Cheda (Spendere Meglio) pensa al concreto, per esempio a un'iniziativa sulle tariffe roaming, fra i vincitori odierni non vi è unanimità di vedute sulla valenza da dare al voto: serve un potenziamento del servizio pubblico, come auspica Travail.Suisse, o maggiori liberalizzazioni, come richiesto dall'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM)?

Assai meno aperta sarà la discussione sull'iniziativa popolare "Per un reddito di base incondizionato" promossa da un comitato di cittadini senza appartenenza politica. Il testo, che chiedeva alla Confederazione di istituire un reddito di cittadinanza versato senza contropartita a tutti, è stato respinto con il 76,9% dei voti e da tutti i cantoni.

Nonostante il fallimento il comitato promotore si è detto più che soddisfatto. L'argomento e la discussione sono stati lanciati, anche all'estero, ha affermato il membro Daniel Häni all'ats, riferendosi all'enorme eco sui media, pure internazionali. Anche per temi importanti come l'AVS e il diritto di voto alle donne ci sono voluti più tentativi. Il Comitato interpartitico che si opponeva al testo non la pensa allo stesso modo. "L'argomento dovrebbe essere archiviato una volta per tutte", ha affermato soddisfatto il consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR/SG). "La maggior parte dei cittadini non sono pronti a un esperimento tanto radicale".

Nessuna chance anche per la terza iniziativa, quella detta della "vacca da mungere", che è stata respinta con il 70,8% dei voti e da tutti i cantoni. Campioni del "no" sono risultati Vaud (77,1%), Basilea Città (75,7%) e Ginevra (75,6%) mentre il rifiuto più tiepido è venuto da Svitto (63,0%) e dal Ticino (66,0%). I pareri contrari hanno superato la soglia del 70% in quattordici cantoni: tra questi i Grigioni con una quota del 74,2%.

Le reazioni sono state differenziate e si guarda ora al parlamento, chiamato ad esaminare il progetto FOSTRA, ossia il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato, considerato una proposta alternativa non ufficiale all'iniziativa. Secondo il consigliere agli Stati Filippo Lombardi il voto odierno ha inviato un segnale chiaro: "il popolo vuole che si attribuiscano mezzi finanziari alla strada, ma in modo equilibrato".

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SDA-ATS