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Il governo portoghese del premier dimissionario José Socrates "continuerà a lottare con tutte le sue forze" per evitare un ricorso a un piano di salvataggio Ue-Fmi. Lo ha affermato il portavoce dell'esecutivo di Lisbona Pedro Silva Pereira.

Il governo, ha detto dopo una riunione del consiglio dei ministri, "continuerà a lottare con tutte le sue forze contro l'eventualità di un ricorso a un aiuto esterno", che "avrebbe conseguenze molto gravi per l'economia" del paese, e "imporrebbe un programma di risanamento che i portoghesi certamente non vogliono".

Intanto il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker - in una dichiarazione a France 24 - non ha escluso un piano di salvataggio per il Portogallo, giudicando la cifra di 75 miliardi di euro "appropriata".

E l'"Economist" punta ora gli occhi sulla Spagna. "Pochi dubitano che il Portogallo sia vicino al momento in cui non avrà alternativa alla richiesta di aiuto attraverso lo European Financial Stability Facility" (Efsf), scrive il settimanale. In più "gli economisti ritengono che la crisi aumenti la possibilità che il Portogallo avrà bisogno dei fondi dell'Unione europea nel giro di pochi giorni."

Se al consiglio europeo di questa settimana i leader del Vecchio Continente non riusciranno a potenziare il Fondo salva-Stati - afferma ancora l'"Economist" - "nel caso di salvataggio del Portogallo potrebbero scoprire che hanno già usato una larga porzione del fondo". E se "il salvataggio può finanziare facilmente il Portogallo, non è chiaro come potrà affrontare la Spagna", prossimo potenziale bersaglio dei mercati.

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SDA-ATS