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ROMA - Il Portogallo "ha fatto progressi significativi nella modernizzazione della propria economia", ma il suo potenziale di crescita, "già debole", ha subito i contraccolpi della crisi, e "l'allargamento degli spread sul debito sovrano potrebbe mettere a rischio la ripresa". Lo scrive l'Ocse, nel suo rapporto sulle prospettive economiche del Paese, consigliando a Lisbona un "rapido riequilibrio" delle finanze pubbliche.
Nel 2009, ricorda l'Organizzazione, il Pil portoghese si è contratto del 2,6%, "una profonda recessione ma ciononostante più tenue rispetto all'insieme dell'area euro", grazie in particolare "all'assenza di una bolla immobiliare negli anni prima della crisi". Ora, però, "le prospettive di crescita sono deboli", e Lisbona paga fortemente "le turbolenze sui mercati", con un abbassamento di rating dei suoi titoli e una crescita degli spread. Per questo "la sfida immediata è di ricreare fiducia negli investitori consolidando rapidamente le finanze pubbliche".
Per garantire la ripresa nel Paese, dunque, secondo l'Ocse "è essenziale che le misure di consolidamento continuino ad essere implementate rapidamente", e in futuro "il governo dovrà essere pronto ad aumentare ulteriormente le tasse, focalizzandosi su quelle che sono meno distorcenti per la crescita". Il debito pubblico, inoltre, "dev'essere progressivamente ridotto", diminuendo la dipendenza energetica e rilanciando la produttività.

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SDA-ATS