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Secondo giorno di difficoltà nei trasporti ferroviari in Portogallo per uno sciopero indetto dai sindacati contro la manovra del governo che prevede, per il settore, tagli fino a un terzo dei salari, nell'ambito delle misure anticrisi adottate per soddisfare i parametri imposti dalla Troika (UE-BCE-FMI) dopo la concessione di un prestito di 78 miliardi.

I collegamenti maggiormente colpiti sono stati quelli con la capitale, Lisbona, e Porto, seconda città del Paese. Secondo fonti del sindacato CP anche oggi è stato annullato almeno il 30 per cento delle corse. Sono stati garantiti i servizi essenziali, quelli alternativi su gomma e della metropolitana.

Dopo i lavoratori delle ferrovie, sciopereranno domani i dipendenti pubblici e sabato ancora quelli dei trasporti e delle comunicazioni. Sindacati, associazioni di cittadini e partiti di opposizione contestano il governo conservatore di Pedro Passos Coelho sostenendo che le misure di austerità decise sono un fallimento perché avrebbero determinato l'aumento della disoccupazione e della povertà, con tagli di posti, di stipendi nella pubblica amministrazione e delle pensioni. Inoltre, non avrebbero diminuito il deficit che ha raggiunto il 131,4 % del pil.

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SDA-ATS