Il piano anticrisi che sta attuando il governo conservatore portoghese di Pedro Passos Coelho sarà sottoposto domenica al giudizio degli elettori che andranno alle urne per le elezioni amministrative. Le previsioni indicano una sconfitta per la coalizione governativa, contro la quale in poco più di un anno sono già stati fatti due scioperi generali.

Il Portogallo è sotto stretto controllo della Troika (UE-BCE-FMI) per il prestito da 78 miliardi concesso nel 2011, su richiesta dell'allora governo di sinistra. Entro il prossimo anno deve rientrare nei parametri e le varie misure anticrisi sinora non hanno prodotto significativi miglioramenti.

Un primo piano è stato bocciato dalla Corte costituzionale; il secondo ha prodotto una crisi politica (con le dimissioni di due ministri) risoltasi dopo un mese con un ampio rimpasto.

Per far quadrare i conti il Governo ha deciso una serie di misure impopolari, tra le quali l'aumento dell'età pensionabile, la riduzione del 5% dei dipendenti pubblici (sono oltre 750 mila) e l'aumento da 35 a 40 ore dell'orario settimanale nel settore pubblico, per equipararlo a quello privato.

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