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Il Portogallo si avvia verso una difficile fase di coabitazione. Stando agli exit poll che questa sera hanno dato al candidato del centrodestra, il noto commentatore politico Marcelo Rebelo de Sousa, vicinissimo alla vittoria al primo turno alle presidenziali.

Ha una forbice fra il 49 e il 56% contro il 21-5%% al suo principale avversario, il socialista Antonio Sampaio da Novoa.

Se questo risultato sarà confermato nella notte dai dati reali Rebelo de Sousa, 67 anni, subentrerà il 9 marzo al capo dello stato uscente, suo ex-compagno di partito nel conservatore Psd, ma con le mani più libere rispetto al governo del premier socialista Antonio Costa, arrivato al potere benché sconfitto nelle urne il 4 ottobre dal premier uscente conservatore Pedro Passos Coalho.

Costa ha realizzato un 'ribaltone' grazie all'appoggio della sinistra radicale del Bloco de Esquerda, vicino a Podemos e a Syriza, la cui candidata Marisa Matias oggi è arrivata terza con l'8-11%, e dei comunisti-verdi del Cda. Figlio dell'ex-ministro conservatore Baltasar Rebelo de Sousa, 'Marcelo' come viene chiamato familiarmente in tutto il Portogallo è uno dei protagonisti della vita politica del paese dalla rivoluzione dei garofani del 1974 contro la dittatura salazarista.

È stato giornalista, ha fondato fra l'altro il settimanale Expresso, ministro e leader del partito conservatore Psd dal 1996 al 1999 (sostituito nell'incarico dal futuro presidente della Commissione europea Manuel Barroso) professore universitario di diritto. Ma Marcelo Rebelo Duarte Nuno de Sousa, questo il suo nome intero, è diventato un personaggio popolarissimo nel paese negli ultimi anni come commentatore politico televisivo.

Il più ascoltato e il più autorevole, "Il professore". Una tradizione in Portogallo, dove altri leader arrivati poi ai vertici dello stato, come l'ex-premier socialista José Socrates, hanno conquistato spazio e popolarità facendo i commentatori della politica negli studi televisivi.

Nella campagna elettorale 'Il Professore' ha tenuto a mettere avanti una volontà di 'dialogo', spiegando che "un presidente è un arbitro, e l'arbitro non fa i gol". Ma la sinistra lo sospetta essere un sottomarino del centrodestra, con la missione di affondare il fragile governo di sinistra di Costa, appoggiato dall'esterno da Bloco de Esquerda e Cdu. Diversi analisti prevedono un ritorno alle urne in autunno quando Costa potrebbe non riuscire a fare votare al parlamento il bilancio dello stato per il 2017, per i veti incrociati dell'opposizione di centrodestra e dei suoi alleati di sinistra.

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SDA-ATS