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Il logo della Posta svizzera (foto d'archivio).

Keystone/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

I punti di accesso della Posta passeranno dagli attuali 3854 a più di 4200 entro il 2020. La rete futura dell'azienda comprenderà anche tra 800 e 900 uffici tradizionali, ha indicato oggi il gigante giallo in un comunicato.

La Posta annuncia di aver concluso i colloqui con i Cantoni, durante i quali si è discusso di questioni di politica regionale come la pianificazione degli spazi o i flussi di mobilità. È stata dunque stilata una lista di 765 uffici la cui esistenza non è in pericolo fino al 2020: a questi ne verranno aggiunti altri in modo da superare perlomeno quota 800.

Per contro, la chiusura di circa 600 uffici nei prossimi quattro anni era già stata annunciata lo scorso autunno. In Ticino, quelli a rischio sono quasi una cinquantina. La Posta assicura che al momento sono in corso discussioni con i Comuni, per cercare "le migliori soluzioni possibili per i cittadini e per soddisfare le loro esigenze". Non vi saranno smantellamenti senza fornire un'alternativa e ogni caso verrà trattato singolarmente, promette la nota odierna. I cittadini interessati da una qualsiasi trasformazione saranno invitati a partecipare a un evento informativo.

L'ex regia federale ribadisce di puntare molto sul formato delle filiali in partenariato, situate per esempio in negozi di paese, panetterie, agenzie di viaggio e presso le amministrazioni comunali. Gli orari di apertura due volte più lunghi le rendono particolarmente apprezzate dai clienti, si legge nel comunicato, dove si precisa che questi sportelli postali integrati permettono di eseguire il 97% di tutti i servizi. Tra questi, la spedizione di lettere e pacchi e prelievi in contanti con la PostFinance Card fino a 500 franchi.

A partire da settembre inoltre, nelle regioni che dispongono solo di una filiale in partenariato si potranno effettuare pagamenti in contanti sulla porta di casa, come avviene già per le zone con servizio a domicilio. Anche tramite queste novità, la Posta dichiara che sarà in grado di garantire un servizio "capillare" e di "alta qualità". Il gigante giallo sottolinea la necessità di sviluppare ulteriori formati per evitare una "cementificazione" della rete. Ricorda poi di essere uno dei principali datori di lavoro a livello regionale con oltre 18'000 dipendenti nelle aree rurali, nonché un leader su scala internazionale.

Per quanto riguarda il personale, l'azienda ribadisce che nella misura del possibile occorre evitare licenziamenti. "Sono già state adottate diverse misure e lanciate iniziative per offrire ai collaboratori" interessati dalla trasformazione "un impiego interno, una formazione o un'offerta esterna", scrive l'ex regia. Attenendosi agli accordi contenuti nel contratto collettivo di lavoro, proseguono le discussioni con le parti sociali.

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SDA-ATS