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Posta: Claude Béglé difende sua strategia internazionale

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2010 - 08:06
(Keystone-ATS)

BERNA - Il presidente della Posta difende la sua strategia, in particolare quella internazionale, in un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zurcher Zeitung". Claude Béglé, precisando che non ha mai pensato di dimettersi, puntualizza che il Consiglio di amministrazione è in grado di agire.
Béglé ammette che le critiche nei suoi confronti hanno ostacolato il suo lavoro, ma afferma che il Consiglio di amministrazione è "assolutamente" capace di agire. "Due amministratori sono partiti volontariamente, ma sette sono ancora là. Il Consiglio funziona".
Nell'intervista, pubblicata all'indomani delle dichiarazioni con le quali il ministro delle comunicazioni Moritz Leuenberger ha preso le sue difese, Béglé aggiunge che, contrariamente a quanto gli viene rimproverato, il Consiglio di amministrazione ha definito linee strategiche chiare, in accordo con quelle del governo.
Esse considerano di primaria importanza il servizio universale. "È la nostra priorità, non vogliamo rinunciarvi, per concentrarci solo su servizi redditizi", sottolinea Béglé. "Il nostro obiettivo non è il massimo degli utili, ma il servizio universale", precisa.
Tuttavia la Posta ha bisogno di altre fonti di crescita, e questo è un punto importante della strategia, dichiara il presidente del gigante giallo. Béglé è convinto che sia possibile compensare una contrazione degli affari a livello nazionale con forti entrate sul piano internazionale. Ma afferma che nella sua strategia all'estero, la Posta non intende prendere "grossi rischi". "Non vogliamo fare acquisizioni a colpi di miliardi ma numerose piccole operazioni". È in questo senso, sottolinea Béglé che occorre interpretare il suo paragone con Nestlé che ha suscitato polemiche. Doveva indicare che l'espansione all'estero deve essere solo progressiva.

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