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Posta: dallo sportello alla scopa nei piccoli uffici

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 gennaio 2011 - 14:53
(Keystone-ATS)

Dall'inizio dell'anno i dipendenti dei piccoli e medi uffici postali dovono occuparsi anche delle pulizie dei locali dopo aver chiuso gli sportelli. Il provvedimento riguarda circa 470 uffici postali su 2000.

La notizia, pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Matin", è stata confermata all'ATS dalla portavoce della Posta Nathalie Salamin. I postini che lavorano in questi uffici, in genere da uno a due, sostituiscono così gli addetti che si occupavano delle pulizie da una a tre volte la settimana.

La portavoce precisa che le pulizie sono effettuate durante il tempo di lavoro abituale. La misura decisa la scorso giugno dalla direzione della Posta - aggiunge - ha permesso di mantenere i tassi di occupazione del personale negli uffici confrontati a una diminuzione del volume di lavoro e di aumentarli laddove il tempo a disposizione era insufficiente.

Il provvedimento ha "tendenzialmente potuto salvare tassi d'occupazione", ammette Didier Page, portavoce di Syndicom. "Ma siamo coscienti - aggiunge il rappresentante del nuovo Sindacato dei media e della comunicazione - che molti nostri membri interessati sono insoddisfatti e poco entusiasti all'idea di dover fare le pulizie", visto che non è quello che si aspettavano "quando sono entrati nella Posta".

I lavori di pulizia erano in precedenza assicurati dalla filiale del gigante giallo InfraPost, incaricata in particolare della manutenzione degli stabili. Per le circa 340 persone che erano occupate a meno del 10% nella pulizia dei piccoli e medi uffici postali non si è potuto trovare una soluzione alternativa, ha precisato la portavoce della Posta. Di conseguenza, questi addetti si sono visti ridurre ulteriormente il tempo di lavoro o sono stati licenziati.

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