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Nuova tegola per i clienti di Postfinance con residenza all'estero: dopo essersi visti revocare la carta di credito ora non possono più avere nemmeno un deposito titoli.

La misura va a colpire in particolare gli svizzeri che vivono fuori dai confini nazionali e che hanno sempre più difficoltà ad avere un conto nella Confederazione.

La notizia pubblicata dal "Tages-Anzeiger" è stata confermata dall'istituto, che spiega la decisione con le esigenze di natura normativa cui sono sottoposte le attività transfrontaliere. Le prescrizioni sono enormemente aumentate, ciò che ha fatto esplodere gli oneri, ha spiegato all'ats il portavoce Johannes Möri.

L'autorità di regolazione Finma impone che vengano rispettate le disposizioni elvetiche e straniere: considerato che vi sono oltre 200 stati al mondo i costi per soddisfare queste direttive sono fortemente aumentati.

I clienti si vedono così recapitare una lettera con una disdetta di 30 giorni. "Ci assumiamo i costi per il trasferimento del portafogli titoli ad altre banche", ha precisato Möri. Già dal 2000 Postfinance non apriva più conti di e-trading per persone con residenza all'estero. La nazionalità dei clienti è irrilevante.

Una settimana fa Postfinance aveva già confermato la disdetta per le carte di credito. I clienti all'estero possono per contro continuare ad avere un conto di pagamento e la Postcard. Queste ultime novità sono destinate a ravvivare il dibattito già molto acceso sulle difficoltà sempre più gravi con cui sono confrontati gli svizzeri all'estero per poter usufruire dei servizi di una banca elvetica.

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SDA-ATS