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PostFinance non offrirà ai clienti tedeschi, britannici e austriaci l'imposta anonima liberatoria prevista dagli accordi fiscali tra la Svizzera e i tre Paesi in questione. In pratica ci sarà lo scambio automatico di informazioni.

L'istituto finanziario domanderà ai titolari di conto stranieri di dichiarare volontariamente i loro beni al fisco. Chi rifiuterà dovrà piazzare i propri soldi altrove, ha detto all'ats il portavoce Marc Andrey, confermando un'informazione del quotidiano "Berner Zeitung".

I trattati con Germania, Gran Bretagna ed Austria, che dovrebbero entrare in vigore l'anno prossimo, danno al contribuente straniero la possibilità di scegliere fra una dichiarazione degli averi al fisco del proprio paese e un'imposizione liberatoria anonima sui redditi dei capitali. La sorte dei trattati è ancora in forse a causa dei referendum lanciati in Svizzera e, nel caso della Germania, per l'opposizione della sinistra, che ha la maggioranza alla camera delle regioni (Bundesrat).

I clienti tedeschi, britannici ed austriaci dovranno firmare un dichiarazione con cui danno l'assenso a comunicare le loro relazioni bancarie all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), che a sua volta le trasmetterà al fisco estero. Questa soluzione "corrisponde al meglio alla nostra strategia di denaro pulito", ha spiegato Andrey, e inoltre elimina i costi per l'introduzione del sistema di imposta liberatoria anonima.

Postefinance ha essenzialmente titolari di conto svizzeri, ma anche qualche decina di migliaia di clienti tedeschi e poche migliaia di britannici ed austriaci. È possibile che l'istituto perda questa clientela, secondo il portavoce.

Per l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), secondo quanto ha detto all'ats la portavoce Sindy Schmiegel Werner, è "più che certo" che un gran numero di banche proporranno l'imposta liberatoria anonima prevista dagli accordi, perché se un cliente vuole preservare la sfera privata sceglierà questa soluzione.

L'ASB valuta che globalmente le banche dovranno spendere mezzo miliardo di franchi per adattarsi ad applicare il nuovo sistema: si tratta di costi per nuovi programmi informatici, processi di identificazione dei clienti e formazione del personale. Le strategie varieranno in funzione della clientela. Le misure da prendere "possono risultare molto costose" per un piccolo istituto finanziario che punta essenzialmente sugli affari con utenti svizzeri, osserva Sindy Schmiegel Werner.

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SDA-ATS