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L'iniziativa popolare del PPD che chiede di esentare dalle imposte gli assegni per i figli e quelli di formazione - in votazione l'8 marzo - va a beneficio di tutte le famiglie, e non solo di quelle agiate. Lo ha sostenuto oggi lo stesso Partito popolare democratico in una conferenza stampa a Berna, nella quale ha replicato punto per punto alle tesi dei contrari.

Ieri, una "coalizione 'birchermüesli'" - così il consigliere agli Stati Pirmin Bischof (PPD/SO) ha definito il comitato contrario composto di PLR, PS e Verdi - ha sostenuto che il testo democristiano viola il principio di imposizione secondo la capacità finanziaria e che va a beneficio delle sole famiglie benestanti.

Aprendo la conferenza stampa, il presidente del partito e consigliere nazionale Christophe Darbellay (PPD/VS) si è scagliato contro liberali-radicali e socialisti. "È la prima volta che il PLR respinge uno sgravio fiscale", ha sostenuto il vallesano ricordando come però parallelamente lo stesso Partito liberale-radicale si batte per la soppressione della tassa di bollo.

I socialisti vengono invece accusati di pugnalare alle spalle i loro stessi elettori. Darbellay ha poi ricordato che il PS in Parlamento aveva a suo tempo sostenuto due iniziative cantonali - di San Gallo e Argovia - e una parlamentare - di Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG) - che chiedevano proprio la defiscalizzazione degli assegni per i figli e la formazione.

La consigliera nazionale Barbara Schmid-Federer (PPD/ZH) ha poi smentito la tesi secondo la quale a trarre profitto dall'iniziativa sono solo i più benestanti, "anche perché solo il 6% dei bambini vive in famiglie ricche (reddito imponibile di 150'000 franchi)". La zurighese ha fatto l'esempio di una famiglia che dispone di un reddito imponibile di 50'000 franchi; questa, grazie all'iniziativa del PPD, risparmierebbe in media 1000 franchi all'anno in imposte.

Per il PPD, inoltre, i mancati introiti fiscali - 650 milioni di franchi per i cantoni - sono sopportabili. Questi soldi non solo persi ma rientrano nel circuito economico, ha sostenuto Darbellay. Questo denaro verrà speso, cosa che contribuirà a sostenere i consumi e l'occupazione, proprio quando ce n'è bisogno, ha aggiunto il presidente democristiano facendo riferimento alla recente decisione della BNS di abbandonare il tasso minimo franco-euro.

Da parte sua, Pirmin Bischof ha negato che l'iniziativa viola il principio d'imposizione secondo la capacità economica. Già oggi, ha ricordato il solettese, esistono redditi esonerati da imposta, come il soldo del servizio militare e le indennità di funzione per chi presta servizio nella protezione civile. Anche i sussidi per pagare i premi delle casse malattia sono defiscalizzati, così come gli aiuti per chi manda i figli all'asilo nido, ha aggiunto Bischof.

Derbellay ha poi ricordato che se oggi l'economia versa 5 miliardi di franchi all'anno in assegni famigliari, ben il 20% - 1 miliardo - finisce nelle casse dello Stato invece di andare nelle tasche di chi ne ha realmente diritto. L'iniziativa permetterebbe di correggere questa distorsione aiutando immediatamente un milione di famiglie. Anche quelle a basso reddito ne trarranno beneficio: grazie a un imponibile più basso sarà più facile per loro ottenere sussidi.

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SDA-ATS