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PPD-PBD: avviati colloqui per formare nuovo partito di centro

Martin Landolt, presidente del PBD KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 maggio 2020 - 14:38
(Keystone-ATS)

PPD e PBD hanno avviato colloqui sulla possibile formazione di un nuovo partito di centro. Lo annuncia il presidente della formazione borghese democratica Martin Landolt in un'intervista pubblicata oggi dai giornali del gruppo CH Media.

"Ho informato il presidente del PPD Gerhard Pfister che ho il mandato per iniziare ufficialmente colloqui con lui", afferma il 51enne consigliere nazionale glaronese, precisando che sarà esaminata la fattibilità del progetto.

La direzione del PBD ha deciso all'unanimità di condurre a partire dalla settimana prossima un'indagine in seno alla base del partito. Da parte sua il PPD ha già avviato un sondaggio interno di recente, tra l'altro sul nome da attribuire a una nuova formazione politica.

Secondo Landolt, se entrambe le basi esprimeranno il desiderio di creare una casa comune di valori posta al centro dello scacchiere politico, bisognerebbe farlo. "Non devi aggrapparti ad ogni costo al nome di un partito per essere fedele ai tuoi valori", aggiunge sottolineando la necessità di agire rapidamente.

"Dobbiamo poter essere attivi il più a lungo possibile prima delle elezioni del 2023", precisa Landolt, manifestando la volontà di parlare anche con il Partito evangelico e con i Verdi Liberali per stabilire legami più stretti.

Per quanto riguarda i contenuti, il presidente del PBD immagina il nuovo partito come un polo indipendente, che abbia una certa pretesa di leadership, percepita dal pubblico e dai media. "Dovrebbe incarnare quei valori che già oggi ci contraddistinguono: una politica pragmatica orientata alle soluzioni, capacità di compromesso, moderazione, ragione e fattibilità".

Interpellato in merito dalla radio svizzerotedesca SRF, Pfister ritiene che la fusione sarebbe "una buona opzione". Il 57enne consigliere nazionale di Zugo accoglie con favore il raggruppamento delle forze di centro.

Il PBD offre una chance al PPD, secondo Pfister, per il quale il potenziale di un nuovo partito di centro è più forte di quello del PPD da solo. Quest'ultimo potrebbe per esempio beneficiare delle strutture del PBD nei Cantoni in cui il PPD è meno consolidato, ad esempio Berna.

Se si dovesse arrivare a un matrimonio, anche Pfister è dell'avviso che si debba procedere rapidamente, entro la fine dell'anno. "Dovremmo essere attivi il prima possibile prima delle elezioni federali del 2023", ha rilevato, indicando anch'egli di volersi avvicinare pure a Verdi liberali ed evangelici.

Il PBD è nato nel 2008 da una scissione dall'UDC. Da allora ha lentamente perso vigore. Nelle elezioni federali del 2019 la sua forza elettorale, calcolata in base alla quota dei voti ricevuti, era del 2,4%. A guidare la graduatoria era l'UDC (25,6%), seguita dal PS (16,8%), dal PLR (15,1%), dai Verdi (13,2%), dal PPD (11,4%) e dai Verdi Liberali (7,8%). In Parlamento, PPD, PBD ed Evangelici si sono uniti per formare un gruppo di centro, il terzo per numero di rappresentanti dopo quelli di UDC e PS.

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