Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BERNA - Il PPD prende lo spunto dalle critiche mosse a Ueli Maurer per presentare il proprio modello d'esercito. Ridotto a 80'000 uomini, esso non dovrebbe costare più di quattro miliardi di franchi all'anno. Il partito è pure favorevole all'acquisto di un nuovo aereo da combattimento.
Presentando stamani a Berna i piani del suo partito, il presidente del PPD Christoph Darbellay non ha tralasciato di punzecchiare il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS), accusato di non avere visioni e di rimanere aggrappato a un "esercito dei nonni". "La minaccia non giunge più dall'Est, bensì dal DDPS", ha esclamato.
80'000 soldati
Secondo i democratici cristiani, scettici sul rapporto sull'esercito che sarà prossimamente trasmesso al Consiglio federale, dovrebbe bastare un effettivo di 80'000 militi, al posto dei 120'000 previsti da Esercito XXI. Tra costoro, circa 25'000 dovrebbero occuparsi della difesa armata e dello spazio aereo.
L'aviazione dovrebbe concentrarsi su compiti di polizia aerea ed essere maggiormente disponibile. "E non soltanto nelle ore d'ufficio", ha puntualizzato il consigliere agli Stati Bruno Frick (SZ).
Altri due contingenti di 25'000 militi ciascuno dovrebbero essere attribuiti al sostegno delle autorità civili. Da un canto, per missioni di sicurezza (come per il Forum di Davos) e, dall'altro, per l'aiuto in caso di catastrofe (conservazione delle infrastrutture importanti). Tuttavia, il sostegno ai cantoni dev'essere chiaramente definito e limitato. Infine, circa 10'000 persone sarebbero impiegate nelle formazioni di logistica e di condotta.
Non più di 4 miliardi
Per finanziare l'esercito voluto dal PPD, basta il bilancio attuale annuo di quattro miliardi di franchi. Non è dunque assolutamente il caso di aumentarlo di svariate centinaia di milioni di franchi, come vorrebbe Ueli Maurer. Ogni acquisto va soppesato attentamente in vista dell'ottenimento di uno sconto del 20% sui prezzi attuali. In particolare, l'esercito deve rinunciare a "elvetizzare" ogni armamento acquistato all'estero.
Circa i velivoli da combattimento Tiger, i democratici cristiani criticano il rinvio della loro sostituzione alle "Calende greche" da parte del Consiglio federale. Per finanziare questo acquisto, valutato tra 3,5 e 5 miliardi di franchi, avanzano due strategie: una ripartizione dei costi su vari anni, tagliando in altri programmi d'armamento, oppure un ricorso a crediti speciali non sottoposti al freno all'indebitamento, ma che dovranno poi essere rimborsati.
Il PPD ha pure rilanciato la sua idea di obbligo generale di servire. Più liberale rispetto al servizio militare obbligatorio, essa si baserebbe tuttavia su un esercito di milizia. Il partito è invece contrario a un esercito di volontari "difficile da realizzare" o di professionisti costituiti da "rambo e altri desperados", ha affermato Bruno Frick.
In merito alla cooperazione internazionale, il PPD è favorevole a una partecipazione a un'alleanza europea di sicurezza "senza sacrificare la neutralità". A questo proposito, ricorda le collaborazioni con Austria, Svezia o Finlandia.
"Finanto che non vi sono missioni di combattimento, ma di polizia, segnatamente aerea, possiamo cooperare con l'estero", ha aggiunto Frick. Infine, il PPD sostiene gli impieghi fuori dalle frontiere per la promozione della pace.
Sostituisce bsi239

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS