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PPD vuole congelare negoziati con UE su libero scambio agricolo

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2010 - 15:46
(Keystone-ATS)

BERNA - Se non sarà firmato un accordo con la WTO (Organizzazione mondiale del commercio), allora si dovranno congelare anche le trattative sul trattato di libero scambio agricolo con l'UE. Lo ha affermato il Partito popolare democratico (PPD), che ha presentato a Berna un Programma in 10 punti dedicato alla politica agricola. In esso si respingono ulteriori proposte di risparmi e si ribadisce che bisogna garantire un approvvigionamento di almeno il 60% del fabbisogno.
Il PPD è per una agricoltura produttiva e durevole, ha affermato il suo presidente Christophe Darbellay (VS), spiegando i motivi che hanno spinto il partito a presentare questo nuovo programma che va nella direzione di una "Politica agricola 2020". A preoccupare il partito sono l'apertura dei mercati, il prezzo del latte e i redditi dei contadini.
Un accordo di libero scambio agricolo ha senso solo se prima è stato concluso un trattato con la WTO, ha rilevato Darbellay. Le trattative con l'Organizzazione mondiale del commercio durano da anni e un risultato non è ancora in vista. Il partito ha annunciato che "chiederà al Consiglio federale di sospendere i negoziati in corso con l'UE, se un accordo con la WTO non sarà in vista al primo di settembre".
I democristiani temono per "le gravi ripercussioni" dovute alla totale apertura dei mercati e hanno ribadito l'importanza di accantonare fondi per poter ridurre gli effetti che i cambiamenti avranno sui redditi dei contadini elvetici, qualora gli accordi andassero in porto. Un'idea che stenta per il momento a imporsi in Parlamento.
I democristiani sono contrari ad una riduzione dei mezzi finanziari destinati all'agricoltura. In particolare è stato ribadito che gli attuali 3,4 miliardi annui devono essere "garantiti a lungo termine". Per questo il PPD "respinge fermamente le proposte di risparmio presentate dal Consiglio federale", si legge nel programma. Il partito non accetterà il taglio di circa 200 milioni di franchi previsto nel piano di risanamento delle finanze federali, ha detto il capogruppo Urs Schwaller (FR).
Il PPD è anche preoccupato per le forti variazioni dei prezzi dei prodotti agricoli e invita ad esaminare l'opportunità di adottare adeguate contromisure.
Per quanto riguarda i terreni, il PPD è contrario a ridurre ulteriormente la superficie utile e chiede un migliore e più diversificato impiego degli immobili esistenti fuori dalla zona edificabile, per esempio per abitazioni, piccoli allevamenti privati o agriturismo.
Chiede infine di riesaminare l'efficacia e l'importanza delle diverse prescrizioni che provocano costi all'agricoltura, per esempio nel settore della protezione degli animali, dell'ambiente, della natura e del patrimonio.

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