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I ticinesi dovrebbero vedersi rimborsare circa 275 franchi per aver pagato in passato premi malattia in eccesso. L'ammontare esatto, che sarà restituito o fatturato a partire dall'anno prossimo, non è ancora definitivo.

Diversi fattori verranno considerati, tuttavia la pubblicazione oggi da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) delle somme pagate in più tra il 1996 e il 2013 permette di avere un'idea più precisa del rimborso. Questo dovrebbe equivalere alla metà dell'eccesso di premi.

In 18 anni i più tartassati sono stati i vodesi (902 franchi per assicurato cui spetteranno dunque poco meno di 450 franchi), seguiti dai ginevrini (583 franchi), dai ticinesi (549 franchi) e dai turgoviesi (426 franchi). Del gruppo fanno parte anche gli zurighesi (358 franchi), i friburghesi (204 franchi), gli abitanti di Appenzello Interno (174 franchi), gli abitanti di Zugo (142 franchi) e i grigionesi (80 centesimi).

Dopo numerosi indugi, le Camere federali si sono messe d'accordo per restituire agli assicurati a partire dal 2015, 800 milioni degli 1,6 miliardi di franchi versati in più nel periodo 1996-2013 . Le somme saranno prelevate e versate nell'arco di tre anni e saranno identiche per tutti gli assicurati di un cantone senza distinzione tra adulti e bambini e indipendentemente dalla franchigia. Alcuni vi guadagneranno altri vi perderanno.

La Confederazione contro la quale è stato puntato il dito per aver lasciato ristagnare la situazione per anni, pagherà 266 milioni in tre tranche. Il resto della fattura sarà divisa in parti uguali tra gli assicuratori e gli assicurati domiciliati nei cantoni che hanno pagato premi troppo bassi.

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SDA-ATS