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BANGKOK - Lo scioglimento del Parlamento thailandese entro l'anno è possibile, a patto che le "camicie rosse" lascino cadere la richiesta di grazia per l'ex premier Thaksin Shinawatra. Lo ha spiegato il primo ministro Abhisit Vejjajiva, in un'intervista trasmessa questa sera dal canale televisivo Thai PBS.
L'apertura di Abhisit, arrivata dopo l'enorme e pacifico corteo organizzato oggi dai "rossi" a Bangkok, segnala un possibile cambio di atteggiamento del governo, che finora si era sempre rifiutato di considerare le richieste dei sostenitori di Thaksin, in autoesilio per evitare di scontare una condanna a due anni per corruzione.
Per andare a nuove elezioni, il primo ministro ha inoltre posto altre tre condizioni, sulle quali trovare un accordo sarà meno problematico. Le prime due riguardano il rifiuto dei leader delle camicie rosse di incontrarsi con Abhisit se prima questi non accetta di sciogliere il Parlamento, una linea che secondo il premier arriva direttamente da Thaksin.
La terza condizione è che i futuri candidati di qualsiasi partito vengano lasciati liberi di condurre la loro campagna elettorale, senza proteste di piazza da parte dei sostenitori dell'ex premier.
I primi contatti tra rappresentanti del governo e delle camicie rosse sono stati fissati per domani, ma in serata i tre leader dell'Udd (Fronte unito per la democrazia contro la dittatura, il nome del movimento fedele a Thaksin) hanno negato di voler partecipare a qualsiasi incontro che non includa Abhisit in persona.

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SDA-ATS