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Un ricercatore svizzero, Andreas Manz, ha vinto il premio europeo delle invenzioni 2015: il riconoscimento gli è stato assegnato dall'Ufficio europeo dei brevetti (EPO), che ha onorato il chimico quale padre spirituale della tecnologia "lab on a chip" (LOC).

Si tratta della fabbricazione di dispositivi che integrano in un singolo chip funzioni multiple che si possono svolgere in laboratorio.

"Il fatto che oggi complesse analisi di natura medica, biologica e chimica siano fattibili in moro rapido ed efficiente su chip di pochi millimetri è un merito che va attribuito a Andreas Manz", ha affermato il presidente dell'EPA Benoît Battistelli durante la cerimonia di assegnazione del premio, svoltasi oggi a Parigi davanti a 400 ospiti del mondo politico, economico e scientifico.

Grazie all'opera del chimico 58enne i processi di laboratorio sono ora attuabili da dispositivi molto piccoli. Ad esempio la glicemia dei diabetici può essere determinata in pochi secondi con una goccia di sangue. Altro campo di applicazione importante sono i test rapidi per identificare malattie genetiche.

Manz, professore all'università di Saarbrücken, ha sviluppato la tecnologia inizialmente in seguito alla catastrofe di Schweizerhalle (BL) del 1986, quando dopo un incendio in uno stabilimento Sandoz sostanze velenose finirono nel Reno: serviva un sistema per eseguire analisi delle acque in modo rapido e senza passare dalla strada onerosa del laboratorio. Più tardi si scoprì che questo "lab on a chip" poteva venir comodo anche in altri campi. Nel frattempo il settore è in piena espansione.

Manz è all'origine di una quarantina di brevetti. Ha inoltre pubblicato oltre 250 articoli scientifici.

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SDA-ATS