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Thomas Jordan, presidente della Banca nazionale svizzera (foto d'archivio).

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), Thomas Jordan, ha di nuovo difeso la politica monetaria elvetica.

Senza gli interessi negativi attuali dello 0,75% il franco potrebbe ancora essere rivalutato maggiormente, ha detto in un'intervista alla "Süddeutsche Zeitung".

"Per noi i tassi negativi sono al momento inevitabili, per raggiungere almeno in parte la differenza di interessi storica con l'euro e altre valute", ha aggiunto.

Oltre agli interessi negativi, la BNS è intervenuta sul mercato delle divise per evitare una nociva rivalutazione del franco. Ha stampato franchi e ha acquistato prestiti o azioni in valuta estera.

Grazie a questa politica la BNS conta tra i più grandi investitori di Wall Street, ha raccolto però anche critiche per le diverse centinaia di miliardi di franchi nel bilancio. "L'idea che espandiamo il nostro bilancio a piacimento e facciamo incetta di mezzo mondo è sbagliata", ha risposto Jordan.

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SDA-ATS