Il nuovo presidente di Economiesuisse Heinz Karrer ammette che sono stati commessi errori nella campagna contro l'iniziativa popolare sulle retribuzioni abusive, approvata lo scorso 3 marzo alle urne. L'organizzazione aveva perso la votazione nonostante un budget di 8 milioni di franchi ed era stata bersagliata dalle critiche. "Non avremmo mai dovuto condurre quella campagna", afferma Karrer in diverse interviste pubblicate oggi.

I sondaggi indicavano già che non si poteva vincere la votazione. "Difficilmente si può contestare il fatto che i proprietari dicano la loro sui salari", spiega al "Tages-Anzeiger". "A posteriori sarebbe stato più utile cercare una soluzione comune con gli iniziativisti." Karrer si assume una corresponsabilità nella disfatta: "facevo parte del comitato. Ho sostenuto la campagna", indica al "Blick".

Il 24 novembre si voterà sull'iniziativa "1:12 - Per salari equi" della Gioventù socialista, un altro testo che prende di mira le remunerazioni elevate. Economiesuisse sostiene la campagna del "no", ma a guidarla sono l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) .

Alla "Berner Zeitung" Karrer spiega come si vuole vincere: "è importante rendere attenti sulle differenze fondamentali rispetto all'iniziativa contro le retribuzioni abusive. Il testo di Thomas Minder dava più diritti agli azionisti, mentre l'iniziativa 1:12 riguarda una limitazione statale e una messa sotto tutela dei proprietari di aziende", afferma il nuovo presidente di Economiesuisse, eletto appena giovedì. Ciò mette a rischio il nostro mercato del lavoro liberale, uno dei punti forti della piazza economica elvetica.

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