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Per le presidenziali francesi, a mezzogiorno la partecipazione era del 28,54%, un po' superiore a quella del 2012.

Keystone/EPA/CAROLINE BLUMBERG

(sda-ats)

A mezzogiorno ha votato in Francia, al primo turno di elezioni presidenziali considerate cruciali per il futuro del Paese e dell'Europa, il 28,54%, un dato un po' superiore a quello del 2012.

Una sostanziale stabilità che sgombera il campo dalle ipotesi che ventilavano un astensionismo record, fra distacco dalla politica e voto in un clima di paura.

Cinquantamila poliziotti sorvegliano da questa mattina i 66.000 seggi dove 47 milioni potenziali di francesi si stanno recando a votare.

Nel feudo di Marine Le Pen, a Henin-Beaumont, la presidente del Front National, seconda nei sondaggi dell'ultima ora con il 22,5%, ha votato alle 11, regalando sorrisi ai responsabili del seggio e ripartendo a bordo di un SUV senza rilasciare dichiarazioni.

Pochi istanti prima, abituale attacco delle Femen, il gruppo femminista che ha perseguitato la campagna della Le Pen: un'attivista a seno nudo è stata portata via di peso, poco dopo stesso trattamento per un ragazzo con uno zaino che stava protestando.

Serenità invece al momento dell'apparizione di Emmanuel Macron al seggio del Touquet, la spiaggia del nord considerata uno dei luoghi preferiti per le fughe al mare dei parigini. Il favorito (24,5% nell'ultimo sondaggio), leader di "En Marche!", ha stretto molte mani sorridendo, concedendosi anche per qualche "selfie".

Abituale voto a Tulle, il suo feudo elettorale, per il presidente uscente, il socialista Francois Hollande, il primo nella Quinta repubblica a non ripresentarsi candidato dopo un mandato.

Si tratta anche delle prime elezioni in stato d'emergenza, in vigore in Francia dagli attacchi del 13 novembre 2015. Il clima è diventato più teso da quando, nell'ultima settimana, sono stati scoperti a Marsiglia due terroristi che preparavano un attentato contro un candidato e, soprattutto, dopo l'attentato di giovedì sera sugli Champs-Elysees, nel quale un presunto jihadista della banlieue parigina ha ucciso il poliziotto Xavier Jugele.

Il contesto politico - con i sondaggi che danno quattro candidati entro quattro punti percentuali di distacco - è quanto mai incerto e aperto ad ogni sorpresa.

Dietro Macron e Le Pen, insegue François Fillon, della destra dei Républicains, che ha votato a Parigi e che non ha mollato (viene dato al 19,5%) nonostante la raffica di scandali che hanno coinvolto lui e i suoi familiari. Jean-Luc Mélenchon, candidato dell'estrema sinistra della "France Insoumise", ha votato a Parigi. L'ultimo sondaggio lo dà al 18% dopo una spettacolare rimonta a spese del candidato ufficiale uscito dalle primarie socialiste, Benoit Hamon, crollato in poche settimane dal 15 al 7,5%.

Da diverse ore si vota nei territori d'oltremare francesi, in Guyana e in Polinesia, nelle città principali urne chiuse alle 20, i centri più piccoli hanno avuto la possibilità di chiudere alle 19.

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SDA-ATS