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Malgrado il perdurare della crisi finanziaria i cantoni svizzeri rimangono fiscalmente attrattivi: nella maggior parte di essi la pressione fiscale è rimasta stabile rispetto al 2011 e in alcuni è addirittura diminuita.

L'istituto di ricerca BAK Basel Economics (BAKBASEL) ha presentato oggi a Zurigo i risultati di uno studio che prende in esame la pressione fiscale sulle imprese e sul personale altamente qualificato in 19 cantoni.

In 16 cantoni la pressione fiscale è rimasta stabile o è diminuita in entrambe le categorie. San Gallo è l'unico cantone ad aver aumentato le imposte per le imprese: il relativo indice d'imposizione è aumentato di 0,2 punti al 14,4% e il cantone si piazza comunque a metà della speciale classifica.

Nidvaldo rimane il cantone fiscalmente più attrattivo per le società: l'indice d'imposizione per le imprese è rimasto invariato al 10,6%. Al medesimo livello si è piazzato ora anche il canton Lucerna, grazie ad una riduzione delle imposte che gli ha fatto guadagnare 3,3 punti.

Seguono i cantoni di Appenzello esterno (10,8%), Obvaldo (11,1%), Svitto (11,6%) e Zugo (12,8%). I Grigioni occupano in questa classifica l'11esimo posto, con un indice al 15,1% (invariato). Il Ticino è 13esimo - a pari merito con Berna e Zurigo - con un indice d'imposizione per le imprese, pure invariato, al 18,2%. Fanalini di coda sono Basilea Città (20,2%) e Ginevra (21,4%).

I cantoni della Svizzera centrale sono i più attrattivi fiscalmente anche per il personale altamente qualificato. Il cantone meglio classificato è in questo caso Zugo, con un indice del 23,6%, seguito da Svitto (23,7%), Obvaldo (24,4%), Lucerna (25,7%) e Nidvaldo (26%). I Grigioni sono decimi, con una pressione fiscale del 30,5%. Il Ticino, con il 34,3%, è 16esimo. Agli ultimi tre posti si trovano Ginevra (36,4%), Basilea Campagna (36,5%) e Vaud (37,2%).

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SDA-ATS