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La consigliera nazionale Maya Graf.

KEYSTONE/THOMAS DELLEY

(sda-ats)

Le maggiori associazioni femminili della Svizzera sono favorevoli alla riforma delle pensioni Previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre.

Le donne, con l'innalzamento della loro età pensionabile da 64 a 65 anni, pagano un caro prezzo per la riforma, ma gli aspetti positivi prevalgono, hanno affermato in una conferenza stampa oggi a Berna l'Alleanza delle società femminili svizzere (Alliance F), l'Unione svizzera delle donne contadine e rurali (USDCR), la Lega svizzera delle donne cattoliche e Donne protestanti in Svizzera.

La consigliera nazionale Maya Graf (Verdi/BL), co-presidente di (Alliance F), ha sottolineato che, oltre all'incremento dell'età di pensionamento per le donne, la varie organizzazioni femminili non vedono nemmeno di buon occhio che sia stata solo ridotta e non completamene eliminata la deduzione di coordinamento. Questa determina il salario lordo non assicurato nel quadro del secondo pilastro. Oggi riguarda uno stipendio annuo fino a 24'675 franchi, mentre in futuro i lavoratori saranno assicurati in una cassa pensioni già a partire da 14'100 franchi all'anno.

Alla fine dei conti però - ha detto Maya Graf - il pacchetto di riforme è equilibrato, garantisce il finanziamento delle pensioni e il livello delle stesse, e comporta per le donne miglioramenti necessari urgentemente.

Con la riduzione della deduzione di coordinamento, i lavoratori a tempo parziale avranno più soldi nel fondo pensione. Quindi ne approfitteranno soprattutto le donne, che per il 58% lavorano a tempo parziale, ha precisato Barbara Schmid-Federer (PPD/ZH). Inoltre l'AVS maggiorata sarà favorevole soprattutto alle donne con basso reddito, poiché molte di loro (500'000) non hanno una cassa pensioni.

Secondo le maggiori associazioni femminili anche l'età di pensionamento flessibile tra i 62 e i 70 anni è vantaggiosa, poiché i contributi mancanti possono essere rimessi a pari. A loro parere un fallimento della proposta di riforma risulterebbe molto più caro, in particolare per le donne. Il fondo dell'AVS diventerebbe presto deficitario, con ammanco miliardario che andrà colmato. E ciò deve essere evitato, ha detto Barbara Schmid-Federer.

I due punti centrali della riforma sono l'aumento di un anno dell'età di pensionamento per le donne, che porta nelle casse dell'AVS circa 1,2 miliardi, e l'abbassamento dal 6,8% al 6,0% del tasso di conversione per il secondo pilastro, che causerà una riduzione delle rendite di circa il 12%. Per compensare ciò ci sarà un aumento dei prelievi salariali, che permetterà di finanziare un supplemento di 70 franchi sull'AVS per i nuovi pensionati e un aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%.

La proposta di riforma delle pensioni in parlamento è stata sostenuta da PPD, PS, PBD, Verdi e Verdi liberali. Tra i ranghi degli oppositori si trovano il PLR e l'UDC.

La riforma si compone di due parti: una modifica costituzionale che prevede un aumento dell'IVA e una legge che comprende tutte le altre decisioni. L'aumento dell'IVA è sottoposto a referendum obbligatorio mentre contro la legge è stato lanciato da ambienti di sinistra e sindacali, soprattutto romandi, un referendum che sembra abbia raccolto le firme necessarie. Il 24 settembre quindi probabilmente si voterà due volte sullo stesso tema. La riforma potrà entrare in vigore solo se entrambi gli oggetti verranno accettati.

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SDA-ATS