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Il Palazzo federale a Berna (foto d'archivio)

Keystone/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

Tema unico oggi al Consiglio nazionale (08.00-13.00): i deputati hanno infatti in programma "solo" le discussioni sul progetto Previdenza per la vecchiaia 2020. I dibattiti dovrebbero durare tutta la mattina: le divergenze tra le due camere sono infatti ancora molte.

Stati e Nazionale hanno due visioni completamente opposte in merito al progetto, in particolare per quel che concerne il meccanismo necessario per compensare il previsto calo delle rendite provocato dall'abbassamento del tasso di conversione.

Gli Stati vorrebbero agire nel Primo Pilastro introducendo un supplemento di 70 franchi della rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150 al 155%. Il Nazionale auspica un intervento nel Secondo Pilastro tramite un aumento dei prelievi sui salari allo scopo di disporre di un capitale pensionistico più elevato.

Agli Stati (08.15-13.00), dopo aver discusso di alcuni temi di competenza del Dipartimento degli affari esteri, è previsto il dibattito sulla modifica della legge sull'imposizione del tabacco.

Dopo la rinuncia da parte del governo di proporre un aumento del prezzo delle sigarette, la riforma, già adottata dagli Stati, contiene solo due modifiche di poco conto. I cambiamenti riguardano le competenze esecutive all'interno dell'Amministrazione delle dogane e l'introduzione nella legge - ai fini di una maggiore chiarezza e di un'applicazione corretta del diritto - dell'espressione "tabacco per pipe ad acqua".

I "senatori" tratteranno in seguito tutta una serie di oggetti finanziari, tra i quali figura la creazione delle basi legali affinché la Banca nazionale svizzera (BNS) possa concedere un mutuo pari a 500 milioni di diritti speciali di prelievo (circa 690 milioni di franchi) al Fondo fiduciario per la lotta contro la povertà del Fondo monetario internazionale (FMI).

La Svizzera partecipa ai programmi dell'FMI dal 1988. L'ultimo contributo è stato versato nel 2011. La nuova richiesta di risorse è dovuta al fatto che nel luglio del 2015 il Fondo monetario ha innalzato i limiti massimi per la concessione di crediti a favore dei Paesi più poveri.

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SDA-ATS