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Previsioni meteo più dettagliate in grado di descrivere fenomeni atmosferici molto localizzati. Le fornirà MeteoSvizzera, grazie a un nuovo "supercalcolatore meteorologico" entrato in funzione al CSCS, il Centro svizzero di calcolo scientifico di Lugano.

Il nuovo supercomputer, che utilizza una nuova architettura di calcolatori basata su acceleratori grafici GPU, riesce a calcolare modelli meteorologici con una risoluzione doppia rispetto ad ora, ha reso noto l'Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera).

Nella pratica, si passa dagli attuali 2,2 chilometri di distanza fra i singoli punti della rete oggetto della simulazione, a 1,1 chilometri. Ciò è importante per poter descrivere l'evoluzione di fenomeni molto localizzati, come lo sviluppo del favonio in una vallata alpina o quello di una singola cella temporalesca.

Il nuovo sistema funzionerà in un primo tempo parallelamente al vecchio calcolatore, che verrà spento e sostituito da quello nuovo "prevedibilmente nella primavera o nell'estate del 2016".

Altri vantaggi del nuovo supercalcolatore sono la sua rapidità e l'efficienza energetica. Dalla collaborazione con il Center for Climate Modeling del Politecnico di Zurigo, con lo studio di ingegneria Supercomputing Systems, con il produttore di computer Cray e con lo specialista di hardware d'accelerazione NVIDIA, è nato "un supercomputer potente e al tempo stesso più economico, più compatto e a maggior risparmio energetico".

La nuova architettura e un software completamente riscritto permetteranno di effettuare, ogni tre ore, simulazioni che utilizzano la maglia di 1,1 chilometri. "Un ulteriore passo per aumentarne l'utilità delle previsioni", afferma citato nella nota il direttore di MeteoSvizzera Peter Binder.

Il nuovo supercomputer "Cray CS-Storm" riempie due armadi del CSCS: ognuno contiene 12 nodi di calcolo ibridi per un totale di 96 GPU "NVIDIA Tesla K80" e 24 processori tradizionali "Intel Haswell". Le GPU permettono di effettuare simulazioni con un'efficienza energetica tre volte superiore ai processori tradizionali (i CPU) e un'accelerazione più che raddoppiata, sottolinea il direttore del CSCS Thomas Schulthess.

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SDA-ATS