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Il 2016 comincia con prezzi alla produzione e all'importazione in netto calo: in gennaio il relativo indice calcolato dall'Ufficio federale di statistica si è attestato a 99,6 punti, con una flessione dello 0,4% rispetto a dicembre e del 5,3% su base annua.

Quest'ultimo dato è in linea con quello di dicembre, che presentava una contrazione del 5,5%. Sull'arco dell'intero 2015 la flessione era stata del 5,4%. Da notare peraltro anche che l'indicatore di gennaio si base su una nuova base (stabilita a 100), del dicembre 2015.

Nel dettaglio, in gennaio per quanto riguarda il dato sui soli prezzi alla produzione - che mostra l'evoluzione dei prodotti indigeni - si è assistito a una contrazione dello 0,1% a livello mensile e del 3,7 su dodici mesi, con un indice a 99,9 punti. Rispetto a dicembre sono scesi i prezzi dei prodotti petroliferi e dei rottami in ferro, mentre sono aumentati orologi e gas.

Ancoro più vigorosa è risultato l'arretramento del secondo sottoindice, quello dei prezzi all'importazione, che mostra l'evoluzione dei prezzi dei prodotti provenienti dall'estero: in gennaio è infatti sceso a 99,2 punti, con una diminuzione mensile dello 0,8% e annuale dell'8,8%.

Nel confronto con dicembre sono calati in modo particolare i prezzi del carburante e dell'olio da riscaldamento. Meno cari sono risultati anche prodotti metallici, ferro grezzo e prodotti in acciaio. Sono invece aumentati computer e unità periferiche, gas naturale, componenti di orologi e ortaggi.

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SDA-ATS