Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I primi aiuti umanitari dell'Onu sono tornati in Yemen tramite l'aeroporto internazionale di Sanaa.

Lo scalo è stato riaperto dopo 20 giorni in seguito al blocco aereo e navale deciso dalla Coalizione guidata dell'Arabia Saudita che combatte contro gli insorti Houthi nel nord e nel centro del Paese.

I media arabi danno risalto alla notizia dell'atterraggio oggi sulle piste dell'aeroporto di Sanaa, in mano agli Houthi, di quattro velivoli con a bordo aiuti umanitari delle agenzie dell'Onu - in particolare i vaccini portati dall'Unicef - e funzionari del Comitato internazionale della Croce Rossa.

Gli aerei erano bloccati dallo scorso 6 novembre negli aeroporti di Gibuti, nel Corno d'Africa di fronte alla costa sud-occidentale yemenita, e ad Amman, in Giordania.

L'Arabia Saudita aveva deciso la chiusura dello spazio aereo e navale dello Yemen dopo il lancio di un missile balistico da parte degli Houthi contro l'aeroporto internazionale di Riad lo scorso 4 novembre.

Tre giorni fa le autorità saudite avevano annunciato la riapertura dei transiti aerei e navali, tra cui quelli verso il porto di Hudeida sul Mar Rosso, controllato però dagli Houthi, che finora non hanno consentito a nessuna nave umanitaria di attraccare.

Le agenzie dell'Onu avevano lanciato un monito sulle conseguenze del blocco navale e aereo, parlando di "migliaia di vittime innocenti" in attesa di aiuti in un paese devastato da una guerra che ha costretto circa 20 milioni di persone ad avere urgente bisogno di soccorso umanitario. Di questi, 11 milioni sono, secondo l'Onu, bambini, 400mila dei quali soffrono di malnutrizione acuta.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS