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La Svizzera è certamente in difficoltà verso l'Unione europea sul tema della libera circolazione delle persone, dopo il voto di febbraio contro l'immigrazione di massa, ma nei numerosi discorsi dei consiglieri federali - tutti in pista - per celebrare la Festa nazionale, l'accento è stato anche posto sul benessere di questo Paese conquistato dai padri, sulla fierezza di un popolo e sulla sua storia, scandita dalla volontà di stare insieme.

"Oggi la Svizzera sta bene. È uno dei Paesi più innovativi e competitivi al mondo. Assicura qualità di vita e lavoro ai propri abitanti, in particolare ai giovani".

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter nella sua allocuzione radiotelevisiva sulle rive del Lago di Neuchâtel, ha detto che la Svizzera "può andare fiera della sua lunga storia di successo, che deve a precisi valori: un lavoro di qualità unito a una grande apertura economica. Il Consiglio federale intende continuare a promuovere questa apertura", mantenendo e rinnovando la via bilaterale che permette l'accesso al nostro mercato principale, quello dell'UE.

"Benché il cielo che condividiamo con il mondo è lungi dall'essere sempre azzurro - ha concluso Burkhalter, che ha parlato anche a Ennenda (GL) - la Svizzera è una storia di successo. È unica. E c'è di che andarne fieri. Ne beneficerà chi verrà dopo di noi, ne beneficerà il mondo".

È stata festa vera anche sul mitico praticello del Grütli, la "culla della Patria", dove, secondo la tradizione, il primo di agosto del 1291 fu pronunciato il giuramento di alleanza fra Uri, Svitto e Untervaldo. Festa animata da 1300 persone, in gran parte giovani, ma anche turisti e numerosi rappresentanti del corpo diplomatico. Corni delle Alpi, sbandieratori, tanta musica, inno cantato nelle quattro lingue nazionali.

Sul prato sono convenuti 400 ragazzi delle organizzazioni giovanili cattoliche della Svizzera tedesca “Jungwacht" e "Blauring” nonché rappresentanti di altri paesi e giovani svizzeri dell'estero. "Il Grütli - hanno detto loro rappresentanti - è simbolo di libertà e di decisioni prese in comune" , valori che bisogna anche attribuire ai giovani, "che vogliono essere presi sul serio e partecipare alle decisioni".

Oratore principale dalla manifestazione è stato il presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Jean-François Rime, che ha affermato: "poter seguire un apprendistato professionale è un privilegio e nel mondo sono rari i paesi che offrono questa opportunità".

Davanti alla forte presenza di adolescenti, Rime ha lodato le qualità e il successo della formazione professionale che viene impartita nel nostro paese, "una specificità tutta elvetica", ha precisato. Essa rappresenta "la via regale verso una carriera professionale di successo, di cui approfittano l'insieme dell'economia e tutta la società".

L'USAM, che rappresenta 250 associazioni e 300 mila piccole e medie imprese, si impegna affinché questo sistema formativo duale sia riconosciuto nel suo giusto valore e sia sostenuto sul piano politico, ha aggiunto Rime.

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SDA-ATS