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Primo drone di ricognizione svizzero giunto a Emmen LU

Il drone Hermes 900 HFE all'aerodromo di Emmen KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 dicembre 2019 - 16:33
(Keystone-ATS)

Il primo dei sei droni israeliani Hermes 900 HFE acquistati dalla Svizzera è giunto all'aeroporto militare di Emmen (LU) e ha potuto essere presentato al pubblico, anche se per il momento ancora non si alza in volo.

In origine, i sei nuovi droni - costati 250 milioni di franchi - dovevano essere consegnati quest'anno, visto che i vecchi apparecchi da ricognizione sono fuori servizio dalla fine di novembre. La consegna da parte del produttore israeliano Elbit è stata però ritardata.

Si presume che il ritardo sarà di circa sei mesi, ha dichiarato Roland Ledermann, responsabile del progetto di droni di ricognizione di Armasuisse, alla stampa presente allo scalo di Emmen. Finché i nuovi droni non decollano, i compiti saranno effettuati con elicotteri.

Le autorità aeree civili israeliane non hanno ancora rilasciato la necessaria certificazione, per questo il drone non può alzarsi in volo. L'aumento dei requisiti per la certificazione comporta non solo ritardi nelle consegne, ma anche costi aggiuntivi. L'entità di queste spese supplementari non è ancora chiara e sarà comunicata nel corso del prossimo anno, ha detto Ledermann.

La scelta di un produttore israeliano aveva suscitato critiche. Nel 2015 era stata presentata una petizione contro l'acquisto di questi droni con oltre 28.000 firme. In Parlamento, una minoranza di sinistra, che invocava i diritti umani, si è opposta a questa acquisizione, senza successo.

L'Hermes 900 HFE è lungo 9 metri e ha un'apertura alare di 17 metri. L'aereo di stanza a Emmen è stato trasportato da Israele in un container. I droni saranno impegnati in missioni per sostenere il Corpo delle guardie di frontiera nel monitoraggio della frontiera, nella ricerca delle persone scomparse in montagna e per le valutazioni in caso di calamità naturali.

Gli attuali droni dell'esercito, che risalgono al 1995, saranno smantellati e solo pochi apparecchi finiranno nel museo.

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