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Il salario minimo è oggi al centro dei molti discorsi pronunciati in varie città svizzere per festeggiare la ricorrenza del primo maggio. La consigliera federale socialista Simonetta Sommaruga ha visitato dal canto suo la fabbrica di utensili Fraisa SA nella località solettese di Bellach. L'azienda ha un organico di 215 persone, molte delle quali con passato migratorio.

Durante una discussione con alcuni operai, la responsabile del Dipartiemnto federale di giustizia e polizia e il CEO Josef Maushart hanno insistito sull'importanza della formazione di base e continua.

Equità, solidarietà e parità sono i fondamenti della società, ha sostenuto da parte sua il consigliere federale Alain Berset nel discorso pronunciato a Thun (BE). Dalla crisi finanziaria per molti la stabilità sociale rappresenta di nuovo una questione importante, ha affermato il capo del Dipartimento federale dell'interno. Il sistema della sicurezza sociale deve essere riformato in modo che vi sia meno insicurezza possibile.

Parlando a Zurigo, il presidente del Partito socialista Christian Levrat ha indicato che "siamo minacciati da una Svizzera retrograda e reazionaria". "Questo Primo maggio dobbiamo difendere ciò che da tempo abbiamo contemplato come conquiste sociali ed eredità dell'Illuminismo", ha affermato.

In precedenza circa 14'000 persone hanno preso parte al corteo del Primo maggio nella città sulla Limmat. Fra i partecipanti anche 300 militanti dei movimenti autonomi di sinistra, secondo la polizia. Le forze dell'ordine erano presenti con un importante dispositivo e la parte ufficiale della festa si è svolta nella calma.

Parlando a Friburgo, il co-presidente ticinese del sindacato Unia, Renzo Ambrosetti, ha affermato che il padronato ha sempre opposto resistenza ai progressi sociali, come l'abolizione del lavoro infantile, l'introduzione delle assicurazioni sociali o il diritto alle vacanze, ma che la nostra economia ne ha invece "approfittato enormemente".

Egli ritiene che il peggior argomento usato contro l'introduzione di un salario minimo, su cui si vota il 18 maggio, è che i lavoratori direttamente interessati perderanno il loro impiego. "Questo non è solamente cinico, ma diffonde inutilmente un clima di panico", ha dichiarato Ambrosetti.

Anche la presidente del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD), Katharina Prelicz-Huber, ha centrato il suo discorso sul salario minimo e ha rilevato che una paga di 3373, 50 franchi al mese per persone che si dedicano 24 ore su 24 alla cura a domicilio di anziani, spesso affetti da demenze e handicap fisici, è indecente.

Pure il capo economista dell'Unione sindacale svizzera (USS) Daniel Lampart, nel suo discorso a Rheinfelden (AG), ha esortato il popolo ad approvare l'iniziativa sui salari minimi per avere più equità di trattamento tra le persone attive.

Così ha fatto anche la consigliera nazionale ticinese Marina Carobbio a Coira, la quale ha inoltre denunciato la xenofobia e la segregazione degli stranieri, fomentate dall'UDC. La deputata socialista ha citato quale esempio la vicenda di Arlind Lokaj, il 17enne di origini kosovare che abita a Giubiasco e che dovrà lasciare la Svizzera.

SDA-ATS