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Il primo round alla Clinton

KEYSTONE/AP/DAVID GOLDMAN

(sda-ats)

Il primo round della sfida dell'anno, quella che ha in palio la poltrona della Casa Bianca, va a Hillary Clinton.

La candidata democratica batte Donald Trump nel duello tv che apre la stagione dei dibattiti, tre in tutto prima del voto dell'8 novembre. L'ex first lady però non stravince. Niente colpo del ko. La sua è una vittoria ai punti, frutto di una maggiore esperienza e di una grande determinazione. Ma è anche frutto della scelta di Trump di non 'giocare sporco', di non tirare colpi bassi, come fino all'ultimo si era temuto. Con la minaccia di far sedere in prima fila, nell'auditorium della Hofstra University di New York, una delle ex amanti di Bill Clinton.

Il tycoon ha invece deciso per un approccio diverso dal passato, senza mai cedere al 'politicamente scorretto', dimostrando in fin dei conti di poter sostenere un dibattito presidenziale serio e incentrato sui contenuti. Nonostante - a differenza della sua rivale - paghi il suo essere outsider e la mancanza di un vero e proprio background politico.

"Non ho alzato il tiro? L'ho fatto solo per rispetto a Chelsea", ha spiegato alla fine dello show, riferendosi alla figlia dei Clinton molto amica di sua figlia Ivanka. Ma potrebbe già essersene pentito. "La prossima volta - ha promesso poche ore dopo parlando alla Fox - sarò decisamente più duro".

E il dilemma del candidato repubblicano - in vista del secondo confronto tv del 9 ottobre, alla Washington University di St.Louis, in Missouri - è proprio questo: capire se alla lunga possa pagare di più la svolta 'moderata' oppure no, Trump deve tornare a fare Trump.

Hillary intanto vola sulle ali dell'entusiasmo, in attesa di vedere i primi sondaggi post dibattito: "Ormai dovreste saperlo, quando mi metto in mente una cosa la faccio: io non mollo". Per Barack Obama poi non c'è dubbio: se ce n'era bisogno - ha ribadito - "Trump ha dimostrato di non avere la tempra e le doti per l'incarico di presidente. Manca della necessaria preparazione". Quella preparazione che Clinton ha mostrato di avere soprattutto in politica estera, ma anche sulle tematiche economiche.

Molte le stoccate che hanno dato vita a un vero e proprio show seguito da oltre 80 milioni di telespettatori. L'ex segretario di Stato ha accusato un po' il colpo di fronte all'accusa di aver favorito insieme a Obama la nascita dell'Isis e l'attuale "disastro" in Medio Oriente, con una politica fallimentare in Iraq. E sarebbe sempre del duo Obama-Clinton la responsabilità di un'America oramai "senza leadership".

Un affondo ricambiato con l'accusa a Trump di aver alimentato "una menzogna razzista": quella che Barack Obama era ineleggibile perché nato in Africa, in Kenya. Trump vacilla anche quando la rivale lo dipinge come uno che ha fatto i soldi con la crisi immobiliare del 2008. E lo accusa di voler nascondere la propria denuncia dei redditi: "Forse non è così ricco come dice....".

Il tycoon prova il ko alla fine dei 90 minuti della sfida, giocando sui dubbi che aleggiano sulla salute della Clinton: "Non ha l'energia per fare il presidente". "Prima di parlare - la replica - Donald deve dimostrare di poter visitare 112 Paesi come ho fatto io da segretario di Stato. Così insulta solo le donne".

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SDA-ATS