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Processo attentato Marrakech: Adil Al-Atmani condannato a morte

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2011 - 20:30
(Keystone-ATS)

Adil Al-Atmani, il principale accusato ed esecutore materiale dell'attentato di aprile al "Café Argana" di Marrakech che aveva provocato 17 morti, tra cui tre ticinesi, è stato condannato oggi alla pena capitale dal tribunale antiterrorismo di Salé, presso Rabat. Hakim al Dah, colui che ha ideato l'attacco, ha ottenuto l'ergastolo. Gli atri sette imputati hanno ricevuto dai due ai quattro anni di prigione.

Questa è la prima volta in 19 anni che un imputato viene condannato alla pena di morte in Marocco. Prevista nel codice penale, questa non è infatti più applicata dal 1992. La nuova costituzione approvata in luglio prevede d'altronde esplicitamente il "diritto alla vita".

Gli avvocati delle famiglie delle persone decedute in seguito all'attentato di Marrakech avevano chiesto il carcere a vita. Dopo la lettura del verdetto, alcuni partenti delle vittime, interrogati dall'Afp, hanno duramente criticato la giustizia marocchina affermando di essere "scandalizzati" dalle pene inflitte ai sette coimputati.

Una donna francese madre di una bimba di 10 anni morta nell'attentato ha in particolare affermato che è "inaccettabile e inammissibile condannare a soli quattro anni di prigione un terrorista assassino". Il padre di un'altra vittima ha affermato: "il Marocco mi ha tradito", ricordando che alcuni imputati avrebbero addirittura ringraziato la corte per la sentenza ritenuta clemente.

Gli imputati, che hanno 10 giorni per ricorrere in appello, erano accusati di "grave attentato all'ordine pubblico, omicidio premeditato, agguato, detenzione e fabbricazione di esplosivi e appartenenza a un gruppo religioso vietato".

Durante il processo, l'accusa aveva sostenuto che "gli imputati avevano confessato di aver aderito a gruppi salafiti e jihadisti e che avevano sposato le idee di al Qaeda nel Maghreb dopo i loro soggiorni, nel 2005, in Iraq, Siria, Cecenia, Mali, Algeria e Mauritania". Pochi giorni dopo l'attentato Al-Atmani aveva infatti riconosciuto le sue colpe dinnanzi al giudice istruttore, in seguito aveva però ritrattato e si era proclamato innocente.

Stamane, uno alla volta, gli imputati hanno preso la parola per dire che non hanno nessun legame con la Jihad e con il terrorismo. "Non sono coinvolto in questo attentato. Sono innocente", ha in particolare affermato il principale accusato, il marocchino Adil Al-Atmani.

L'attentato, il più violento in Marocco dal 2003, è stato commesso il 28 aprile sulla terrazza del "Café Argana", sulla piazza centrale di Marrakech, luogo turistico per eccellenza. Quattro ticinesi si trovavano nel locale: due ragazzi e una ragazza sono morti, mentre un'altra giovane è sopravvissuta alle gravi ferite. Altre 14 persone sono decedute nell'attacco, tra le quali otto francesi e tre marocchini.

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