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Senza un preciso ordine di abbandono della nave, a bordo della Costa Concordia, dopo l'urto, si verificò un generico "'Si salvi chi può', i passeggeri si ammutinarono e si accalcarono sulle passeggiate esterne per lasciare la nave. Cominciò così la notte delle streghe della Concordia". Lo ha detto il pubblico ministero Alessandro Leopizzi, accusando il capitano Francesco Schettino di non aver ordinato tempestivamente l'abbandono della nave e invece di aver tergiversato per circa un'ora anche quando era chiaro da tempo che la nave stava ribaltandosi e per affondare.

Il pm, parlando del panico tra migliaia di passeggeri, ha riportato la cruda testimonianza di un crocierista che ricorda "disabili per le scale, con le carrozzine rovesciate" e nella passeggiata al ponte 4, dove un folla premeva contro gli imbarchi alle scialuppe "una donna si spogliò davanti a tutti per orinare, un'altra, anziana, si scusò perché non si contenne in mezzo agli altri, una terza donna vomitò perché vedeva queste scene" di caos mentre la nave scarrocciava e si inclinava sempre più nella baia davanti al Giglio.

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SDA-ATS