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Bulat Chagaev, ex patron del Neuchâtel Xamax.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Al processo per il fallimento della squadra di calcio del Neuchâtel Xamax, il procuratore ha chiesto una condanna di tre anni e mezzo di carcere per l'ex presidente, il ceceno Bulat Chagaev, che stamane alla seconda udienza non si è presentato.

15 mesi con la condizionale la richiesta per il suo ex braccio destro Islam Satujev.

Alla prima udienza il 23 agosto si era presentato suscitando grande sorpresa, ma stamane, alla ripersa del processo per il fallimento della squadra di calcio Neuchâtel Xamax, Bulat Chagaev non c'era.

Si è scusato con una lettera la scorsa settima. L'udienza però si è tenuta lo stesso.

Il presidente del tribunale Alexandre Seiler ha dichiarato che è necessario "andare avanti" malgrado l'assenza di Chagaev e del suo ex braccio destro Islam Satujev. "Non potrò venire", ha avvertito l'ex "patron" ceceno della squadra di calcio che da lui si attendeva un grande avvenire, sfociato invece miseramente in un clamoroso quanto doloroso dissesto. "Devo preparare i pagamenti convenuti allo Stato di Neuchâtel e agli ex salariati del club", ha scritto al tribunale. Alla prima udienza in effetti aveva proprio promesso di voler fare queste cose, prima che si tenesse la seconda, quella odierna.

Chagaev, espulso dalla Svizzera nel 2013, è accusato di cattiva gestione, amministrazione infedele, tentata truffa, falsità in documenti, nonché di aver stornato l'imposta alla fonte.

Il fallimento del club di calcio era stato pronunciato nel gennaio 2012. Secondo l'accusa, Chagaev ha lasciato un buco di oltre 20 milioni di franchi. Il tribunale è intenzionato a proseguire i lavori.

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SDA-ATS