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NEW YORK - Dopo la condanna di Novartis per discriminazione sessuale da parte di una corte di New York, la giuria sta esaminando l'ammontare della somma che il colosso farmaceutico basilese dovrà versare alle sue impiegate negli Stati Uniti. Un avvocato delle denuncianti ha rivendicato un ammontare oscillante da 190 e 285 milioni di dollari, a titolo di "risarcimento punitivo" (punitive damages).
Lunedì, al termine di una causa collettiva, nove giurati avevano riconosciuto Novartis colpevole di discriminazione contro 12 collaboratrici della filiale del gruppo basilese.
Il tribunale ha condannato Novartis al versamento, in un primo momento, di un indennizzo di 3,4 milioni per queste impiegate. Altre 5600 donne potranno far valere i loro diritti di fronte alla corte. Novartis ha fatto sapere che intende ricorrere contro questa decisione.
La richiesta dell'avvocato ammonta a circa il 2-3% del fatturato del 2009 della filiale Usa di Novartis. Per il legale delle donne tale misura deve avere carattere dissuasivo e spingere il gruppo a smetterla di rimpinguare i propri utili sottopagando sistematicamente le donne.
Novartis ha sempre contestato le accuse. L'azienda rischia di pagare miliardi in risarcimenti.

SDA-ATS