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Profanato monumento a Rabin, sospetti su ultradestra

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 ottobre 2011 - 07:15
(Keystone-ATS)

Scritte oltraggiose e slogan tipici della destra ultranazionalista israeliana sono state tracciate durante la notte nell'area del monumento memoriale dedicato a Yitzhak Rabin vicino al Municipio di Tel Aviv, nel luogo in cui il premier laburista e premio Nobel per la pace fu ucciso da un giovane colono estremista nel 1995.

La profanazione è stata scoperta dalla polizia municipale, che - secondo il sito del giornale Yediot Ahronot - ha già fermato almeno un sospetto. Le scritte, tracciate in ebraico con vernice spray, inneggiavano a Yigal Amir, l'assassino di Rabin, e facevano riferimento al cosiddetto 'prezzo da pagarè. vale a dire la parola d'ordine che i coloni ebrei ultrà usano di solito per giustificare intimidazioni e vendette trasversali contro i palestinesi nei Territori occupati (ma anche, talora, contro i militari israeliani e contro la minoranza araba d'Israele) ogni qualvolta sono denunciati attacchi contro di loro o tensioni o semplicemente iniziative delle autorità israeliane ritenute d'intralcio alla politica degli insediamenti.

L'episodio s'inquadra in una rinnovata spirale di provocazioni e violenze segnata fra l'altro di recente da profanazioni di cimiteri e dall'incendio di una moschea nel villaggio arabo-israeliano di Tuba Zangaria (Galilea): additata con preoccupazione dai media, dal presidente Shimon Peres, dallo stesso governo e da autorevoli rabbini. Rabin, ex generale ed eroe di guerra, fu ucciso dopo aver firmato gli accordi di pace di Oslo con i palestinesi - che nel 1994 gli era valso il Nobel, assieme a Peres e ad Arafat - e sullo sfondo di una pesante campagna ostile della destra. Venne freddato al termine d'un grandioso comizio elettorale organizzato in difesa e a sostegno del processo di pace.

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