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"Mentre l'Ue e gli Stati africani erano riuniti a La Valletta per il Summit sull'immigrazione, i Paesi europei hanno adottato misure di controllo dell'immigrazione molto preoccupanti che non lasciano molto spazio all'ottimismo".

Lo afferma Nils Miuznieks, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, sulla sua pagina Facebook, criticando il ripristino delle regole dell'intesa di Dublino da parte della Germania, i muri di Ungheria e Slovenia, la reintroduzione dei controlli alle frontiere in vari Paesi tra cui in Austria e Svezia.

Per Strasburgo è "un passo deplorevole" la decisione della Germania di ripristinare il regolamento di Dublino per i richiedenti asilo siriani, perché potrebbe esporli a condizioni di accoglienza inadeguate e a procedure d'asilo inefficienti.

Muiznieks critica anche la costruzione di recinzioni in Ungheria e Slovenia e la reintroduzione dei controlli di frontiera e restrizioni alla libertà di circolazione in molti paesi, tra cui Austria, Germania e Svezia.

"Non c'è dubbio che la gestione dei flussi migratori non sia facile, ma gli Stati Ue non devono servirsi di questo come scusa per calpestare gli obblighi che hanno di proteggere di fugge dalla guerra e dalle persecuzioni", ha ammonito il commissario. "I paesi Ue devono comprendere che una 'politica migratoria del rubamazzo' e un'eccessiva attenzione sulla sicurezza a scapito dei diritti umani sarebbe un errore di proporzioni storiche", ha avvertito Muiznieks.

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SDA-ATS