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Il Consiglio Ue ha formalmente adottato le raccomandazioni relative alle valutazioni Schengen della Commissione europea con cui si chiede alla Grecia di sanare le gravi carenze riscontrate nella gestione delle frontiere, di fronte al massiccio flusso di migranti.

Atene ha da oggi tre mesi di tempo per mettersi in regola. Il testo delle raccomandazioni, limato ed in alcune parti riformulato dagli ambasciatori dei 28 (Coreper) per riconoscere gli sforzi fatti da Atene da novembre (epoca delle visite ispettive degli esperti di Bruxelles) ad ora, è stato adottato stamani, senza ulteriori discussioni come previsto, dal consiglio dei ministri delle Finanze.

Viste le "gravi carenze" riscontrate nella gestione ellenica delle frontiere esterne Ue e "i flussi di migranti senza precedenti", nei prossimi giorni (probabilmente già alla prossima riunione dei commissari Ue di mercoledì) la Commissione europea dovrebbe attivare anche l'articolo 19b del Codice Schengen, con cui si dettano le modalità attuative delle raccomandazioni formalizzate oggi.

Il lancio dell'articolo 19b è il terzo step di quattro nella procedura verso l'articolo 26 del Codice Schengen, quello che prevede - nel caso di una cattiva gestione delle frontiere esterne - la possibilità di ripristinare i controlli ai confini interni per uno o più Paesi, fino ad un massimo di due anni.

Una possibilità a cui potrebbero voler ricorrere Austria e Germania, che a metà maggio avranno esaurito il tempo previsto dagli articoli ordinari del Codice Schengen per i controlli ai loro confini.

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SDA-ATS