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La Svizzera ha finora accolto, in 7 cantoni, 216 profughi del conflitto siriano sui 500 previsti nell'ambito del progetto pilota deciso dal Consiglio federale nel settembre 2013 in collaborazione con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

I primi sono arrivati a fine 2013. I quasi 300 restanti sono attesi entro fine 2015.

Si tratta di profughi "particolarmente vulnerabili", rammenta oggi in una nota la Segreteria di Stato della migrazione (SEM): malati, persone traumatizzate dalla guerra, handicappati o anziani, ai quali l'UNHCR ha già riconosciuto lo status di rifugiato. Il progetto prevede che il contingente, da accogliere senza ordinaria procedura d'asilo, sia costituito per il 40-60% da donne o ragazze e per il 7% almeno da persone "indebolite sui piani fisico e mentale". Si tratta innanzitutto di siriani fuggiti in Libano e Giordania, cui si aggiungono circa 80 iracheni e palestinesi provenienti direttamente dalla Siria.

A quest'ultima categoria appartengono i primi 30 profughi arrivati in Svizzera nel novembre 2013 e i 24 giunti nell'aprile 2014, attribuiti rispettivamente ai cantoni di Soletta e Uri. Le persone giunte in seguito sono state ripartite tra i cantoni di San Gallo (31), Sciaffusa (25) , Lucerna (58), Ginevra (25) e Vallese (23).

I 216 rifugiati accolti sono per la metà di sesso femminile e costituiscono 54 famiglie con in tutto 121 bambini, cui si aggiungono 10 persone sole. Trentatré persone soffrono di problemi psichici, 17 sono handicappate, 34 malate.

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SDA-ATS