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Il progetto di ordinanza del Consiglio federale sulla registrazione dell'orario di lavoro non fa l'unanimità. Nel corso della procedura di consultazione, che termina domani, sia sindacati che altri ambienti interessati hanno espresso qualche perplessità.

Il testo prevede di esentare dall'obbligo di annotazione i dipendenti con salario fisso superiore a 120'000 franchi e che godono di ampia autonomia in termini di tempi di lavoro.

UNIA sostiene il principio dell'ordinanza, ma giudica la soglia di 120'000 franchi troppo bassa. L'organizzazione sindacale è tuttavia d'accordo con il compromesso trovato che permette di migliorare le misure di protezione della salute degli impiegati. Bisognerebbe però rafforzare le risorse concesse ai Cantoni, che avranno il compito di sorvegliare la nuova regolamentazione, ha detto all'ats Corinne Schärer, del comitato direttore.

L'Unione sindacale svizzera (USS) è favorevole alla proposta governativa. Ma, in un comunicato, precisa che il limite di 120'000 franchi deve essere rispettato in modo severo. Travail.Suisse giudica invece discutibili sia il limite sia il fatto che i bonus siano inclusi in questa somma.

Per l'Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) il progetto proposto dal Consiglio federale è un passo avanti. A questo proposito, i partner sociali delle banche hanno firmato venerdì scorso una convenzione sulla registrazione dell'orario di lavoro che si ispira largamente al disegno governativo.

La Società impiegati commercio (SIC) insiste sulla necessità di beneficiare di un'ampia autonomia per poter rinunciare alla registrazione. Il rifiuto del salariato di contabilizzare le ore deve inoltre manifestarsi in maniera volontaria.

Molto più dura la posizione dell'Associazione intercantonale per la protezione dei lavoratori, che si oppone al progetto. Visto l'aumento costante dei costi della sanità legati al mondo professionale, la registrazione delle ore è uno strumento importante per prevenire il sovraccarico di lavoro, viene indicato in una nota.

La Federazione dei medici svizzeri (FMH) accoglie invece positivamente il testo, che accresce la flessibilità e permette in alcuni casi di far coesistere meglio vita privata e professionale, un fattore importante per la motivazione del personale.

Anche l'Unione padronale svizzera è favorevole al progetto, ma affinché tutti possano approfittarne e nuove soluzioni siano trovate, suggerisce una revisione totale della legge sul lavoro.

Pur essendo cosciente che gli orari troppo rigidi non sono più realistici nella società di oggi, l'Unione svizzera delle arti e mestieri non concorda con le idee del Consiglio federale: la nuova regolamentazione esclude infatti le imprese che non aderiscono ad un contratto collettivo di lavoro (CCL).

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SDA-ATS