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Le prime proiezioni dei risultati delle votazioni federali secondo l'istituo gfs.bern (foto d'archivio).

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Si profila un chiaro "sì" alla nuova legge sull'asilo e alla modifica della Legge sulla medicina della procreazione, mentre un chiaro "no" alle iniziative per un reddito di base, "Per un equo finanziamento dei trasporti" e "A favore del servizio pubblico".

È quanto risulta dal primo trend dell'istituto gfs.bern, che opera per conto della SSR.

Verso approvazione nuova legge asilo

Stando alle proiezioni elaborate da gfs.bern, i favorevoli alla nuova legge dell'asilo raggiungerebbero il 66%. La normativa mira ad accelerare e centralizzare le procedure, offrendo ai richiedenti una protezione giuridica più ampia e gratuita. L'UDC, all'origine del referendum, critica in particolare quest'ultimo punto, così come la possibilità, per Confederazione e Cantoni, di usare in casi estremi lo strumento dell'esproprio di beni immobili per costruire centri per candidati all'asilo.

È contraria anche una minoranza della sinistra. Quest'ultima teme che i diritti dei richiedenti non siano più garantiti visti i brevi termini per il ricorso. Non piace nemmeno la mancata possibilità di depositare una domanda d'asilo in ambasciata.

Medicina procreazione: verso netto "sì"

Secondo la proiezione dell'istituto Gfs.bern diffusa dalla SSR, la riforma che autorizza le coppie portatrici di gravi malattie ereditarie o che non possono avere figli in modo naturale a ricorrere alla diagnosi preimpianto (DPI) sarebbe accolta dal 61% dei votanti. Il margine di errore è di più o meno il 3%.

Intanto i cantoni di Glarona e di Nidvaldo di cui sono noti i risultati definitivi hanno accolto la modifica della legge con rispettivamente il 57,56% e il 55,19% di voti favorevoli.

Esattamente un anno fa - nel giugno del 2015 - il popolo si era espresso sulla modifica dell'articolo costituzionale concernente la DPI approvandola con il 61,9% dei consensi.

Verso "no" al reddito di base

Nei cantoni di Ginevra e Basilea la modifica della Costituzione, che chiede alla Confederazione di istituire un reddito di base versato senza contropartita a tutti, viene respinta con il 66,3% e il 65,4% dei voti. Risultati parziali anche per il canton Grigioni dove il testo raccoglierebbe addirittura l'82% di voti negativi. Nel canton Zurigo una proiezione dell'Ufficio cantonale di statistica dà il "no" al 75,7%.

Verso bocciatura equo finanziamento trasporti

A Zurigo, stando a previsioni relative unicamente a quel cantone, la percentuale dei "no" supererebbe la soglia del 70%. Un primo risultato definitivo, che si riferisce a Glarona, indica che i voti contrari si sono attestati al 67,2%.

Gli ultimi sondaggi condotti prima della votazione odierna per conto della SSR indicavano una quota di voti contrari pari al 49%, mentre i sostenitori si fermavano al 40%.

In una prima reazione il consigliere nazionale, e direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri Hans-Ulrich Bigler, ha detto alla tv svizzero tedesca SRF che "il trend è chiaro". L'iniziativa era comunque necessaria vista la difficile situazione del traffico. Per Bigler il 60% dei ricavi dell'imposta sui carburanti deve ora andare alla strada.

Difficile riuscita per iniziativa servizio pubblico

Secondo una proiezione dell'istituto Gfs.Berna per conto della SRG SSR la proposta portata avanti dalla stampa consumeristica viene respinta dal 67% del corpo elettorale.

La tendenza è confermata anche da diversi risultati parziali e dall'unico disponibile definitivo, quello di Glarona, che vede i contrari al 64,3%.

L'iniziativa era stata promossa dalle riviste per consumatori Spendere Meglio, K-Tipp, Saldo e Bon à Savoir, che denunciavano un peggioramento dei servizi a fronte di tariffe sempre più care. Secondo i promotori non aveva senso sopportare chiusure di uffici postali, treni sovraffollati, esose tariffe telefoniche, pagando più che in passato e onorando i manager con stipendi principeschi.

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SDA-ATS