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PS: aprire mercato lavoro a non europei

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2012 - 11:59
(Keystone-ATS)

La Svizzera, se la domanda lo richiedesse, deve aprire il proprio mercato del lavoro alle persone poco qualificate, originarie dei paesi non europei. È quanto sostiene il Partito socialista (PS) che, in cambio, chiede di inasprire le misure contro il dumping salariale e lo sfruttamento.

Il Comitato direttivo del PS ha elaborato una presa di posizione sulla politica migratoria in vista del congresso di settembre. Nel frattempo, le sezioni e gli altri organi potranno fornire il loro parere su questo documento di 66 pagine.

I socialisti riconoscono che, negli ultimi anni, la Svizzera ha registrato un'immigrazione molto forte. A loro modo di vedere, tuttavia, né la libera circolazione delle persone, né il regime liberale in materia di migrazione sono all'origine di questo fenomeno.

La causa, per il PS, va ricercata nella politica economica, in particolare nella fiscalità moderata che attira le società straniere. In questo modo, la Svizzera richiama numerose imprese, sebbene non disponga di manodopera qualificata a sufficienza.

Tutto ciò "provoca un trasferimento supplementare di impieghi e di salari in aree economiche sensibili, già surriscaldate". Il fenomeno si crea anche per il fatto che la Svizzera trascura la formazione continua all'interno, puntando sull'importazione di "know-how" estero. Tutto ciò - per il PS - costituisce un rischio, tanto che il partito chiede un'offensiva in materia di formazione.

Per i socialisti è illusorio voler controllare l'immigrazione per mezzo di ostacoli amministrativi, di contingenti o di restrizioni. Soltanto misure complementari efficienti sono in grado di arginare la pressione sui salari e il calo generale della qualità di vita.

Per quanto riguarda l'asilo, il PS rivendica procedure più brevi "nell'interesse dei richiedenti". Tuttavia, la procedura va portata a termine in modo corretto, anche per i "richiedenti l'asilo mascherati, che abusano a fini criminali della protezione offerta dalla procedura d'asilo contro il rinvio o il rifiuto del loro paese di riaccoglierli".

Occorre istituire un dispositivo "ferreo e deciso", affinché le persone che non hanno ottenuto l'asilo al termine di una procedura equa, lascino la Svizzera al più presto. Tuttavia, per gli asilanti che vivono in Svizzera da anni occorre varare un regolamento dei casi di rigore, molto più magnanime rispetto alla prassi attuale.

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