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PSA denuncia abusi in negozi animali

Condizioni pessime nei negozi di animali. KEYSTONE/STEFFEN SCHMIDT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 dicembre 2019 - 17:23
(Keystone-ATS)

La situazione nei negozi di animali è "intollerabile", secondo Protezione svizzera degli animali (PSA). Delle 33 aziende visitate a sorpresa dall'organizzazione nel 2019, solo due non risultavano aver violato l'ordinanza sulla protezione degli animali.

La maggior parte dei punti vendita "ignora le disposizioni legali come pure le necessità biologiche degli animali stessi, pretendendo nel contempo di vendere un meraviglioso mondo animale ai loro clienti", sottolinea oggi la PSA in una nota: è "un bilancio triste".

Le infrazioni riguardano generalmente le condizioni delle gabbie o dei recinti in cui sono alloggiati gli animali. Nella maggior parte dei casi, i negozi rispettano solo le disposizioni minime previste dall'ordinanza, "ovvero mantenendosi appena sotto il limite di ciò che la legge definisce come maltrattamento degli animali". Secondo la PSA è inoltre "grave" che molti commercianti si limitino a interpretare i requisiti dell'ordinanza "come raccomandazioni".

L'organizzazione sottolinea inoltre che nella maggior parte dei casi l'obbligo d'informazione "non è né rispettato né controllato". L'ordinanza stabilisce infatti che chiunque venda a titolo professionale recinti per animali domestici debba fornire informazioni adeguate sulle modalità di detenzione degli animali.

Solo due dei 33 negozi di animali da compagnia visitati rispettano questo requisito "in modo soddisfacente", mentre altri sei punti vendita lo fanno con "errori minimi". Tutti gli altri "non soddisfano affatto i requisiti" o "molto insufficientemente".

La PSA chiede che gli abusi siano perseguiti in modo coerente e uniforme dai servizi veterinari competenti. Esige inoltre che i controlli effettuati dalle autorità pongano maggiormente l'accento sulle carenze di gabbie e recinti.

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