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Nuova realtà sul mercato pubblicitario svizzero: Ringier, SSR e Swisscom accorpano la commercializzazione delle loro offerte mediatiche in una struttura marketing comune. Lo si legge in un comunicato odierno.

Swisscom porta la competenza tecnica, nonché i diritti di commercializzazione per le piattaforme Swisscom TV e online, mentre Ringier e SSR contribuiscono con i diritti per le loro offerte mediatiche.

"Con questa partnership intendiamo contrapporre ad imprese operanti sul piano globale una forte alternativa svizzera finalizzata allo sviluppo di forme pubblicitarie innovative", ha dichiarato Marc Walder, CEO del gruppo mediatico Ringier, citato nella nota. "L'anno scorso i soli Google e Facebook hanno registrato una quota che si aggira attorno al 50% del mercato pubblicitario digitale della Svizzera", ha spiegato.

L'aggregazione di competenze dovrà dare vita a una forte organizzazione di marketing che nessuno dei tre partner potrebbe offrire singolarmente. La collaborazione dovrebbe anche stimolare la realizzazione di nuovi prodotti nel contesto delle immagini in movimento e della pubblicità orientata a specifici gruppi target nonché l'automazione delle funzioni di contabilizzazione.

La cooperazione prevede la costituzione di una società per azioni che vedrà la compartecipazione delle tre aziende in ragione di un terzo ognuna. I tre partner hanno convenuto di mantenere il riserbo sui dettagli finanziari.

Swisscom e Ringier apportano nella joint venture la quasi totalità delle loro attività pubblicitarie e organizzazioni marketing, mentre SSR integrerà nella nuova impresa la propria partner commerciale publisuisse. La denominazione della nuova impresa in compartecipazione non è stata ancora definita.

Il CEO di questa nuova realtà, che conta circa 290 collaboratori, è Martin Schneider (48), CEO di publisuisse. Marc Walder è il presidente designato del Consiglio d'amministrazione, in cui sono rappresentate anche SSR e Swisscom con Roger de Weck e Urs Schaeppi.

Poco dopo la pubblicazione del comunicato sono già arrivate reazioni positive: il Sindacato svizzero dei massmedia (SSM) ha accolto bene l'alleanza, considerata un passo importante dal punto di vista economico e di politica mediatica.

Potrebbe essere infatti possibile bloccare l'emorragia di denaro svizzero investito in pubblicità all'estero, ha scritto SSM in una nota. Da un punto di vista "politico", si tratta di un'alleanza fra partner finora praticamente impensabile, che potrebbe aprire nuovi scenari.

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SDA-ATS