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Nadezhda Tolokonnikova, una delle Pussy Riot condannate a due anni di prigione per una preghiera anti-Putin nella Cattedrale di Mosca, è stata destinata ad un campo di lavoro in Siberia, nella regione di Krasnoiarsk, a 4.400 chilometri da Mosca. Lo ha reso noto il marito in un tweet sottolineando che è in "corso il suo trasferimento".

In precedenza il commissario russo per i diritti umani Vladimir Lukin aveva detto che "Nadia" sta bene e arriverà "molto presto" in un nuovo carcere. "È ancora in viaggio, diretta a uno dei penitenziari dove continuerà a scontare la propria pena", ha detto Lukin. Per "ragioni di sicurezza", ha spiegato, la Tolokonnikova viaggia in uno scompartimento separato ed è "tenuta in una cella separata tra una tappa e l'altra".

Accompagnata da un medico, mangia a sufficienza ed è in condizioni "soddisfacenti". La legge, ha notato Lukin, proibisce a parenti e avvocati di vederla e sapere dove si trova finché non giungerà a destinazione.

Dopo 14 mesi in un penitenziario della Mordovia, la Tolokonnikova aveva denunciato minacce dai gestori e indetto uno sciopero della fame scrivendo lettere di denuncia sulla terribile condizione dei prigionieri, chiedendo di essere trasferita. Il 21 ottobre le autorità carcerarie ne hanno annunciato il trasferimento, ma da allora nessuna notizia. Un picchetto a sostegno della giovane si è svolto a Mosca domenica e lunedì.

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SDA-ATS