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Visite vietate a Nadezhda Tolokonnikova, la leader delle Pussy Riot ricoverata in ospedale per il peggioramento delle sue condizioni dopo uno sciopero della fame iniziato lunedì scorso. A renderlo noto è suo marito, Piotr Verzilov, riferendo che il capo dell'ospedale ha motivato la decisione con le cattive condizioni della paziente.

La Tolokonnikova ha cominciato lo sciopero della fame per protestare contro le inumane condizioni di vita e di lavoro nel campo di lavoro dove sta scontando una pena di 2 anni per una preghiera anti Putin nella cattedrale ortodossa di Mosca.

Niente visite quindi, né per lui né per l'avvocata della detenuta, e neppure contatti telefonici. "Ormai non abbiamo alcuna informazione sulle sue condizioni da oltre 90 ore", ha accusato Verzilov. Il suo avvocato, Irina Khrunova, si è detta "terrorizzata" dalla situazione in una intervista al giornale Novaia Gazeta.

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SDA-ATS