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Putin: turchi colpiti perché loro posizione era ignota

Il presidente russo Vladimir Putin (a destra) a colloquio col suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan oggi a Mosca. La crisi nella provincia di Idlib è "così grave" che sono necessari colloqui diretti, ha detto Putin. KEYSTONE/AP/Pavel Golovkin sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 05 marzo 2020 - 13:30
(Keystone-ATS)

"Decine di soldati" turchi sono morti in un attacco aereo siriano perché "nessuno sapeva che fossero lì". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin al suo omologo Recep Tayyip Erdogan in apertura di un bilaterale.

Il capo del Cremlino ha aggiunto che la crisi nella provincia di Idlib è "così grave" che sono necessari colloqui diretti tra i due leader.

Putin ha poi sottolineato di sperare che le reazioni fra Russia e Turchia, importanti per entrambi, non vengano distrutte dalla crisi a Idlib.

"Vorrei ribadire le mie più sentite condoglianze per la morte delle vostre truppe in Siria", ha detto Putin rivolgendosi a Erdogan. Il presidente russo ha aggiunto che "la perdita di vite umane è sempre una tragedia". "Purtroppo, come le ho detto in precedenza in una telefonata, nessuno, comprese le truppe siriane, era a conoscenza della loro posizione", ha detto Putin. Secondo lui, anche le truppe siriane hanno subito perdite di recente.

"Le nostre relazioni hanno raggiunto l'apice, soprattutto nei settori della difesa e del commercio, e le nostre relazioni continuano a svilupparsi", ha detto Erdogan a Putin. "Crediamo di dover fare ulteriori progressi in questo settore". "A volte l'obiettivo più alto è quello di sviluppare le relazioni a prescindere da tutto, e penso che possiamo riuscirci", ha detto ringraziando Putin per aver accettato di tenere l'incontro.

Erdogan ha affermato che voleva che "l'incontro si svolgesse in Turchia". "Tuttavia, considerando il lavoro sugli emendamenti costituzionali, abbiamo deciso di accettare il suo invito e di visitare Mosca", ha detto a Putin.

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