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È scattato il quantitative easing della Banca Centrale Europea. Oggi infatti Francoforte ha incominciato a rastrellare titoli, in gran parte di Stato, e continuerà al ritmo di 60 miliardi di euro al mese almeno sino alla fine di settembre 2016 per far risalire l'inflazione nell'Eurozona al 2% e rilanciare la crescita in una regione definita nei mesi scorsi come "la più grande minaccia per la ripresa mondiale".

Attraverso il Public Sector Purchase Programme (Pspp), questo il nome tecnico del piano, l'Istituto guidato da Mario Draghi comprerà oltre 1.000 miliardi di euro di titoli (1.140), compresi bond sovrani con rendimento negativo, ma non al di sotto del tasso Bce sui depositi che al momento è pari a -0,20%.

Inoltre se una banca centrale nazionale non è in grado di acquistare abbastanza titoli per soddisfare la propria dotazione, Francoforte permetterà acquisti alternativi. Questi acquisti sostitutivi dovrebbero quindi permettere all'Istituto centrale di raggiungere l'obiettivo dei 60 miliardi di acquisti al mese.

Tuttavia la Bce non comprerà più del 25% di ogni emissione, per evitare di avere un ruolo predominante e quindi un diritto di veto nel caso di ristrutturazione di un debito sovrano, ed inoltre gli acquisti di titoli dello stesso Paese si fermeranno al 33% per salvaguardare il funzionamento del mercato e arginare i rischi che la stessa Bce diventi il principale creditore nell'Eurozona. Questa montagna di acquisti non avverrà sul mercato primario, ossia partecipando ad aste di collocamento, ma solo sul mercato secondario per non violare il divieto di finanziamento monetario.

E Francoforte acquisterà solo titoli che hanno una scadenza tra due e 30 anni e con un rating di 'investment grade'. Quindi tagliata fuori la Grecia fino a quando non verrà ripristinata la deroga sui bond ellenici.

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SDA-ATS