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BERNA - In occasione della giornata nazionale di colletta per le vittime delle inondazioni in Asia organizzata dalla Catena della solidarietà, fino alle 22:30 sono stati raccolti quasi 12 milioni di franchi. Si possono ancora inoltrare promesse di donazione fino a mezzanotte sul sito internet www.catena-della-solidarieta.ch o chiamando il numero gratuito 0800 87 07 07. I versamenti vanno effettuati sul conto postale 10-15000-6, con l'annotazione "Inondazioni Asia".
Alcuni Cantoni hanno annunciato le loro donazioni: il più generoso è stato il Canton Zurigo con 500'000 franchi, seguito da Berna con 200'000 franchi, Argovia con 80'000, San Gallo con 60'000, Turgovia e Svitto con 50'000, Soletta con 30'000 e Uri con 25'000. Il Canton Ginevra ha invece annunciato già ieri un contributo di 50'000 franchi per la Croce Rossa svizzera. Il Comune di Berna ha dal canto suo deciso di versare un franco per ogni abitante, ovvero 130'000 franchi.
Anche le imprese private stanno comunque aiutando la causa delle vittime pakistane: la AMAG, società attiva nel commercio di automobili, ha ad esempio comunicato di aver donato un milione di franchi.
Stamani la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha lanciato un appello in favore della solidarietà. Ha parlato alla popolazione tramite le tre emittenti radio pubbliche, dichiarando che politicamente si può pensare quello che si vuole dei paesi colpiti, ma ricordando anche che "sono donne, uomini e bambini a soffrire". Oggi abbiamo la possibilità di aiutare queste persone, placando l'emergenza, ha aggiunto la consigliera federale, incoraggiando le persone a "lasciar parlare il proprio cuore".
Le immagini dell'enorme disastro che vengono trasmesse da giorni hanno colpito profondamente la Leuthard. Ancora una volta sono i più deboli a soffrire maggiormente: bambini e persone anziane.
Le zone alluvionate - in cui sono state distrutte 700'000 case - sono grandi il quadruplo della Svizzera, e comprendono 15 milioni di persone, 6 milioni delle quali hanno bisogno di aiuti immediati, sia medici che alimentari.
La Catena della solidarietà è convinta che, nonostante la difficile situazione politica del Pakistan e la presenza di talebani nelle aree colpite dal disastro, i soldi donati riusciranno a raggiungere le vere vittime della tragedia. L'associazione lavora infatti con collaboratori svizzeri di varie organizzazioni umanitarie che conoscono bene il paese e i suoi abitanti, e sanno come evitare la corruzione locale, ha dichiarato il portavoce Roland Jeanneret.

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SDA-ATS