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BERNA - Gli Svizzeri all'estero, il cui Consiglio si è riunito oggi a Berna per il tradizionale appuntamento primaverile, ribadiscono la loro volontà di partecipare attivamente alla vita politica del Paese. Chiedono al governo una apposita legge e che non venga meno il sostegno a quegli strumenti- Swisswinfo e Rivista Svizzera - che tengono collegata la cosidetta "Quinta Svizzera", una comunità di 700 mila confederati sparsi per il mondo.
"Non è immaginabile che il nostro Paese si distanzi a poco a poco dal mondo intero", ha detto il presidente dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero, Jacques-Simon Eggly davanti al Consiglio (CSE). È stata approvata una mozione in cui si chiede che il ritmo di pubblicazione della "Rivista" torni ad essere di 6 numeri all'anno e non di 4 come è stato nel 2009. Un'altra mozione chiede al Consiglio federale e alla SSR di continuare a sostenere le spese di Swissinfo, assicurandone la continuità e l'indipendenza. La Confederazione vorrebbe porre fine al suo contributo finanziario del 50%, pari a 13 milioni di franchi all'anno.
Il CSE, che aveva istituito un gruppo di lavoro per esaminare la maniera migliore di farsi rappresentante della "diaspora", ha presentato un progetto denominato "SwissCommunity". Si tratta di una piattaforma volta a facilitare il contatto degli Svizzeri all'estero, tra di loro e con il cantone d'origine. Il lancio ufficiale di questa iniziativa avverrà il prossimo 21 agosto.

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SDA-ATS